Fiocchi Munizioni, 150 anni di storia: da Lecco al mondo senza dimenticare le proprie radici

Celebrato a Villa Giulia il traguardo dello storico marchio lecchese, oggi parte del gruppo CSG. Tra memoria, innovazione e legame con il territorio, l’azienda guarda al futuro mantenendo il cuore produttivo sul lago

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Lecco

Centocinquant’anni dopo, tutto torna dove è cominciato. A Lecco. Alla città che l’ha vista nascere e crescere, alla comunità che per generazioni ne ha condiviso il destino. Fiocchi Munizioni ha festeggiato il traguardo dei 150 anni con una serata a Villa Giulia, a Parè di Valmadrera, scegliendo il lago come quinta naturale di una storia che pochi altri marchi italiani possono raccontare. Un percorso industriale che oggi entra in una nuova fase. Perché la Fiocchi del 2026 non è più la stessa azienda familiare che per quasi un secolo e mezzo ha attraversato guerre, crisi economiche e rivoluzioni industriali. Oggi appartiene al gruppo ceco CSG – Czechoslovak Group –, uno dei principali player mondiali del settore della difesa.

Eppure il cognome che campeggia sull’insegna continua a essere quello della famiglia che l’ha guidata per cinque generazioni con Stefano Fiocchi presidente operativo. La serata si è aperta con la consegna della targa celebrativa da parte del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, al presidente Stefano Fiocchi e a Marta Fiocchi, memoria storica della famiglia. Poi il taglio della torta e, quando il sole ha lasciato spazio alla sera, i fuochi d’artificio hanno chiuso una ricorrenza che ha richiamato imprenditori, istituzioni e rappresentanti delle Forze armate, tra cui il generale di squadra aerea Mauro Lunardi. Nel pomeriggio il sorvolo delle Frecce Tricolori per la festa della città ha reso ancora più suggestiva la giornata, una coincidenza che Stefano Fiocchi ha definito «un grande tributo a Lecco». «Ho l’onore di festeggiare questo giorno, perché esattamente 150 anni fa nasceva la Giulio Fiocchi», ha ricordato nel suo discorso. «Mio bisnonno Giulio fu mandato da uno zio, banchiere milanese, a valutare una società in difficoltà. Con ventimila lire prese a prestito la rilevò, abbandonò la produzione di fucili e decise di puntare sulle cartucce. Da allora questa è stata la nostra missione».

Una scelta che ha cambiato il destino dell’azienda e, in parte, quello della città. «La Fiocchi è Lecco e credo che una parte di Lecco sia la Fiocchi», ha detto ancora il presidente. «In centocinquant’anni abbiamo dato lavoro a decine di migliaia di persone. I miei bisnonni costruirono l’asilo aziendale, le case per i dipendenti, contribuirono alla nascita dell’Istituto Fiocchi. Oggi si parla di welfare, loro lo praticavano già allora». Lo stabilimento lecchese occupa oggi più di ottocento persone. È il cuore produttivo di un marchio diventato internazionale, specializzato nelle munizioni di piccolo calibro per il tiro sportivo, la caccia, le forze dell’ordine e la difesa. L’ingresso nel gruppo CSG segna una nuova fase della storia aziendale. «I 150 anni di Fiocchi rappresentano un’eredità in movimento- l’intervento di Alexander Ruesting, amministratore delegato di Fiocchi e presidente della divisione Ammo+ del gruppo -. Entrare a far parte di CSG significa poter accelerare ulteriormente il nostro sviluppo grazie a nuovi investimenti e all’accesso a nuovi mercati. Ma ciò che resta immutato è lo spirito italiano dell’azienda e il suo legame con Lecco». Stefano Fiocchi guarda alla stessa prospettiva con il pragmatismo di chi ha visto cambiare il mondo dell’industria. «Il passaggio della proprietà è stato anche emotivamente impegnativo, ma sono convinto che garantirà un futuro ancora più solido all’azienda. Oggi facciamo parte del più importante gruppo occidentale nella produzione di munizioni di piccolo calibro».

Centocinquant’anni dopo quel prestito di ventimila lire, la fabbrica continua a produrre nello stesso luogo in cui tutto ebbe inizio. Cambiano gli assetti societari, si allargano i mercati, si aprono nuovi scenari industriali. Resta una certezza: a Lecco, parlare della Fiocchi significa ancora raccontare una parte della storia della città.

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