Fornitore Offresi, la meccanica resiste ai dazi

Il via ieri a Lariofiere al Salone della subfornitura. Nonostante un contesto globale molto complesso, il comparto lariano dimostra forte capacità di tenuta

Nonostante tutto, il comparto tiene, e dentro quel “tutto” ci sono i dazi, la burocrazia, l’energia che costa troppo, la manodopera qualificata che non si trova e una lista di elementi che si allunga di settimana in settimana. La prima giornata di Fornitore Offresi ha ospitato nel pomeriggio il convegno “La filiera meccanica tra scenari globali e nuove strategie di tenuta e sviluppo”.

L’appuntamento è stato aperto dai saluti istituzionali di Marco Galimberti (presidente Lariofiere) «17 edizioni rappresentano un percorso fatto di fiducia, ascolto delle imprese, adattamento al mercato. Il Salone è cresciuto anno dopo anno diventando una manifestazione di riferimento che ha superato i confini territoriali e nazionali. Fornitore Offresi nasce per facilitare l’incontro tra competenze e mercati, uno spazio di confronto, lavoro e visione condivisa». E da Ilaria Bonacina (membro di giunta della Camera di Commercio Como-Lecco): «Il nostro obiettivo è far crescere le nostre imprese, anche all’estero, ed è per questo che abbiamo organizzato l’incoming buyer. Nata nel 2009 come scommessa, questa manifestazione vede oggi il tutto esaurito con tantissimi visitatori».

«Fornitore Offresi è la fotografia di un pezzo straordinario del territorio lariano, un settore che nonostante mille fardelli, continua ad andare avanti e a confermarsi punto di riferimento nazionale e innovativo» ha evidenziato Alessandro Fermi (assessore regionale Università Ricerca e Innovazione).

Il convegno ha visto confrontarsi Franco Bruni (co-head dell’Osservatorio Europa e Governance Globale dell’Ispi), Silvano Simone Bettini (presidente di Federmeccanica), Marco Galbiati (presidente della Categoria Metalmeccanica e Meccatronica di Confindustria Lecco e Sondrio) e Fedele De Novellis (economista partner di Ref Ricerche) moderati da Sebastiano Barisoni (vicedirettore esecutivo Radio24).

«Un anno fa eravamo qui a Lariofiere, tutti preoccupati per gli annunci che Trump avrebbe potuto fare, annunci che poi si sono trasformati in dazi – ha esordito Barisoni –. Gli ultimi dati, invece, registrano un aumento dell’export complessivo e una crescita verso gli Stati Uniti. Non c’è stata la tragedia né una vera frenata. Resta un punto interrogativo sul 2026, vedremo su quali livelli ci assesteremo. Un anno fa parlavamo di un’Europa addormentata, oggi gli attacchi continui di Trump hanno svegliato la “bella addormentata”. Quello che è accaduto negli ultimi mesi non lo avevamo mai visto in dieci anni». Dalla Germania, che ha rotto il tabù sul deficit, all’accordo con il Mercosur, fino a quello con l’India, reso più semplice dalla convergenza di interessi. Si è parlato inoltre di debito comune e del gruppo di sei Paesi europei pronti a collaborare su armamenti e mercati dei capitali, armonizzando le regole. La situazione resta complessa, ma l’apocalisse non c’è stata. Pur con diversi problemi sullo sfondo, l’Unione Europea sta cercando di ritagliarsi un proprio spazio.

«L’intelligenza artificiale sarà l’elemento più importante per la competitività futura – ha evidenziato Bruni - Negli Stati Uniti la stanno prendendo molto sul serio e gli investimenti stanno aumentando rapidamente. La competizione dipenderà da come verrà gestita, il rischio, per l’Europa, è restare solo utilizzatrice di tecnologie sviluppate altrove. La velocità di crescita è tale che si autoalimenta e, nel giro di un paio d’anni, potrebbe sconvolgere molti equilibri. I pericoli sono significativi come ha spiegato Dario Amodei co-fondatore di Anthropic in un lungo saggio».

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