Frena la spesa in Valtellina, a settembre calo del 5,7%

I dati Confimprese-Jakala: rosso più accentuato che nel resto della Lombardia. La media regionale si attesta a -2,8%, quella nazionale è sostanzialmente stabile

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Sondrio

Famiglie sempre più prudenti negli acquisti, l’autunno dei consumi in provincia di Sondrio si apre con il segno meno. Un rosso più accentuato che nel resto della Lombardia.

A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Confimprese-Jakala che prende in esame i fatturati delle aziende aderenti al progetto nei settori della ristorazione, dell’abbigliamento-accessori e del commercio non alimentare, secondo cui a settembre la spesa mostra un calo del 5,7% rispetto allo stesso mese del 2025, il peggior risultato tra le province lombarde. La media regionale, che pure mostra una flessione, si attesta infatti a -2,8%, mentre quella nazionale resta pressoché stabile a -0,3%.

La distanza è dunque di 2,9 punti percentuali dal dato lombardo e di 5,4 punti da quello italiano. Non poco.

Il confronto con le altre province, pur mostrando una situazione interamente negativa in tutta la Lombardia, rende evidenti differenze significative. Bergamo contiene la perdita allo 0,8%, Como all’1,1%, Monza e Brianza al 2,3%. Milano si attesta a -2,7%, poco sopra la media regionale. Più pesanti i cali di Cremona (-4,1%), Brescia (-4,3%) e Pavia (-4,4%). Sondrio chiude la graduatoria delle otto province monitorate, con una contrazione che supera anche quelle dei territori già in maggiore difficoltà.

A incidere, secondo l’Osservatorio, sono state anche le temperature ancora estive di settembre, che hanno posticipato gli acquisti per l’autunno-inverno, soprattutto nell’abbigliamento. Una spiegazione che si accompagna alla prudenza delle famiglie nelle spese non essenziali. «La Lombardia resta uno dei motori dei consumi italiani, ma il -2,8% di settembre segnala che le famiglie continuano a muoversi con estrema cautela - osserva Mario Resca, presidente di Confimprese -. Quando il consumatore rimanda la spesa, il tema non è soltanto il meteo: è la fiducia nel futuro che continua a mancare, elemento fondamentale per trasformare l’intenzione di acquisto in spesa stabile».

La frenata sondriese si inserisce dunque in un mercato nazionale che fatica a ripartire. Il -0,3% di settembre porta il bilancio dei primi nove mesi al -0,7% rispetto al periodo gennaio-settembre 2025. Nella lettura dell’Osservatorio, la domanda resta presente, ma le famiglie programmano gli acquisti con maggiore attenzione, confrontando i prezzi e scegliendo con cura dove e quando spendere.

I risultati dei singoli comparti a livello nazionale mostrano quanto siano diverse le priorità di spesa. Abbigliamento e accessori cedono il 7,1%, il peggior dato mensile dall’inizio dell’anno. La ristorazione arretra del 2%, risentendo dell’attenzione al budget e della ricerca di formule più convenienti. Cresce invece del 6,9% l’aggregato “altro retail”, che comprende cura della persona, ottica, elettronica, telefonia, casa-arredo, servizi e intrattenimento.

Anche i canali di vendita seguono percorsi differenti. A livello nazionale i centri commerciali guadagnano il 2%, mentre i negozi di prossimità perdono l’1,5% e le vie dello shopping l’1%. Convenienza, assortimento e promozioni diventano fattori decisivi per intercettare una clientela più selettiva, «che - sintetizza Resca parlando del consumatore - non è in ritirata, ma in attesa». Un’attesa che però per la provincia di Sondrio vale un calo più che doppio rispetto a quello regionale.

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