Giovani e lavoro: Lecco prima per competenze, Sondrio guida la filiera 4+2
La ricerca di Adapt per OrientaTalenti svela le peculiarità dei due territori: la prima è la provincia lombarda con i migliori risultati scolastici e il minor numero di Neet, mentre la seconda è quella che scommette di più sugli istituti professionali e sulla nuova filiera tecnologico-professionale
Lettura 2 min.Una è la migliore della Lombardia per competenze scolastiche e inclusione dei giovani, ma sulla nuova filiera 4+2 è quasi ferma. L’altra è la provincia che più di tutte punta sugli istituti professionali e sui percorsi tecnologico-professionali, ma resta nelle ultime posizioni regionali per numero di laureati. È il ritratto di Lecco e Sondrio che emerge dalla ricerca Orientare i talenti, realizzata da Adapt e presentata nell’ambito della seconda edizione di OrientaTalenti.
Le due province condividono una caratteristica poco comune in Lombardia: una forte presenza di studenti iscritti a istituti tecnici e professionali. I risultati, però, seguono strade differenti.
Lecco si conferma il territorio con le performance migliori. Nel 2024 il tasso di Neet tra i 15 e i 29 anni è del 7,2%, il più basso della regione e ben al di sotto della media italiana. Nello stesso periodo il 71,4% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori raggiunge il livello atteso nelle prove Invalsi di italiano e matematica. È il dato più alto tra le dodici province lombarde e supera di quasi nove punti la media provinciale regionale, ferma al 62,7%.
Un risultato che assume un significato particolare se si guarda alla distribuzione degli studenti tra i diversi indirizzi. I licei raccolgono il 44,9% delle iscrizioni, quasi cinque punti sotto la media lombarda del 49,6%. Tecnici e professionali hanno quindi un peso maggiore rispetto a gran parte della regione. Eppure proprio Lecco ottiene i migliori risultati negli apprendimenti. Milano, che ha la quota più alta di studenti liceali, pari al 53%, si colloca invece nelle posizioni basse della graduatoria Invalsi.
Per quanto riguarda l’istruzione universitaria, Lecco è sostanzialmente allineata alla Lombardia. Il 34,6% dei residenti tra 25 e 39 anni possiede un titolo terziario, contro una media regionale del 34,4%.
Sondrio presenta una struttura diversa. Qui gli istituti professionali attirano il 23,1% degli studenti, la quota più alta della regione, mentre il 38,8% frequenta un istituto tecnico. Solo il 38,1% sceglie il liceo.
La forte vocazione tecnico-professionale, però, non si traduce in un’elevata presenza di laureati. Tra i 25 e i 39 anni soltanto il 22,9% possiede un titolo universitario o equivalente, undici punti e mezzo sotto la media lombarda. La ricerca non individua cause precise, ma richiama possibili fattori come la distanza dalle sedi universitarie e l’uscita dal territorio di molti giovani laureati.
Nonostante questo, gli studenti valtellinesi ottengono risultati scolastici superiori alla media regionale. Nel 2024/25 il 67,2% raggiunge il traguardo previsto dalle prove Invalsi, dato che vale il terzo posto in Lombardia. Anche il tasso di Neet, pari al 10,1%, resta sotto quello registrato in diverse altre province.
L’ultimo anno scolastico ha segnato una frenata generale delle competenze in Lombardia. Lecco ha registrato il calo più marcato, perdendo 7,4 punti rispetto all’anno precedente, ma è rimasta al primo posto. Sondrio ha contenuto la flessione a 4,1 punti ed è risalita al terzo posto regionale.
Le gerarchie si ribaltano osservando la filiera tecnologico-professionale 4+2, il percorso che collega quattro anni di scuola a due anni di Its Academy. Nell’anno scolastico 2026/27 in Lombardia sono attivi 109 percorsi.
Sondrio ne conta cinque ed è tra le province più attive in rapporto alla popolazione. Lecco, invece, ne ha uno soltanto, avviato nel 2025/26, il dato più basso della regione insieme a Pavia. Un paradosso per un territorio che da anni rappresenta uno dei principali poli manifatturieri lombardi e che registra i migliori risultati scolastici regionali.
La ricerca evidenzia comunque alcune esperienze di raccordo tra formazione e impresa. Tra i sei casi studio figurano Enaip Lecco, coinvolta anche nella filiera agroalimentare con l’Its Agroalimentare di Sondrio, e l’Iis Marco Polo di Colico, che collabora con Confindustria Lecco e Sondrio.
Il confronto tra i due territori lascia aperta una questione comune: come accompagnare un numero sempre maggiore di giovani dai percorsi tecnici e professionali verso l’alta formazione. Una sfida che a Sondrio riguarda soprattutto
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