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Domenica 07 Giugno 2026
«Giovani ed Europa: scommettiamo su di loro per costruire il futuro in tempi difficili»
Al convegno di Rapallo dei giovani di Confindustria, la presidente Maria Anghileri, imprenditrice lecchese, sprona le istituzioni
Lettura 1 min.Le sfide globali, le guerre che tornano a segnare gli equilibri internazionali, la competizione economica sempre più dura e la necessità di rafforzare il progetto europeo. Sono stati questi alcuni dei temi al centro del 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, conclusosi a Rapallo alla presenza dei ministri Antonio Tajani e Adolfo Urso e dei leader dell’opposizione Elly Schlein e Matteo Renzi. A inaugurare i lavori è stata la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, la lecchese Maria Anghileri.
Nel suo intervento Anghileri ha posto l’accento sul ruolo delle nuove generazioni nella costruzione del futuro europeo. «Il 61% dei giovani europei è ottimista sul futuro dell’Unione e dell’Europa, ma è preoccupato dalla mancanza di lavoro di qualità e da un welfare costruito tutto per le generazioni precedenti e non per loro», ha affermato. «Sono loro la promessa di futuro che l’Europa e l’Italia non può e non deve tradire».
Per la presidente dei Giovani Imprenditori è arrivato il momento di imprimere una svolta al percorso europeo. «È tempo di passare da un’unione di consumatori indifesi a una potenza politica e industriale integrata», ha dichiarato dal palco del convegno. Un passaggio che, secondo Anghileri, permetterebbe all’Europa di presentarsi con maggiore forza nello scenario internazionale: «Solo così 450 milioni di cittadini europei e 26 milioni di imprese europee diventano una massa da giocare nella competizione globale».
Nel suo discorso non è mancato un richiamo ai valori fondanti dell’Unione Europea. «L’Europa ha una responsabilità più profonda: riaffermare i valori su cui è stata costruita, la democrazia, lo Stato di diritto, la dignità della persona, che troppo spesso anche in questi giorni vediamo violati». Valori che, ha sottolineato, «non possiamo dare per scontati».
Particolarmente incisivo anche il passaggio dedicato ai conflitti internazionali e alle conseguenze economiche delle guerre. «C’è una bella differenza tra chi si impegna per costruire la pace e chi scommette sulla guerra», ha affermato Anghileri. «Magari sfruttando informazioni privilegiate per investire in borsa con ritorni milionari. Noi non siamo più disposti a tacere su questo».
Parole che hanno aperto una due giorni di confronto dedicata al futuro dell’economia italiana ed europea e che confermano il ruolo sempre più centrale assunto dalla manager lecchese nel panorama imprenditoriale nazionale. Un intervento che ha intrecciato economia, politica internazionale e prospettive generazionali, con un messaggio chiaro: senza investimenti sui giovani e senza un’Europa più forte e coesa sarà difficile affrontare le sfide che attendono il continente nei prossimi anni.
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