Economia / Circondario
Mercoledì 29 Luglio 2026
L’Hotel Griso festeggia i suoi 60 anni: «Il ramo di Lecco è unico, deve costruirsi una sua identità»
La vera unicità del nostro lago rispetto a Como è la natura, non il lusso, spiega Ercole Crippa, uno dei soci del Griso: «Noi abbiamo i migliori panorami, il migliore verde, la parte migliore del lago»
Lettura 2 min.Malgrate
Sessant’anni di storia, due stelle Michelin alle spalle grazie a Chef Prandi e uno sguardo puntato sulla natura del territorio lecchese. L’Hotel Griso di Malgrate, gestito dalla Parco Malgrate srl, ha festeggiato così il proprio anniversario, ripercorrendo un cammino che ha segnato l’hotellerie del Lecchese fin dagli anni Sessanta.
A raccontarlo è stato Ercole Crippa, uno dei soci della società che gestisce la struttura a quattro stelle affacciata sul golfo di Lecco, affiancato per tutto l’incontro da Martina Longhi, general manager dell’hotel. «Sessant’anni fa qui c’era più un ristorante che un hotel»- ha ricordato Crippa, spiegando come la svolta sia arrivata con lo chef Prandi, capace in breve tempo di conquistare due stelle Michelin, le prime sul golfo di Lecco e di trasformare la cucina del Griso in una delle migliori di tutta la Lombardia.
Da allora l’albergo ha attraversato una lunga trasformazione, arrivando oggi a un piano di rinnovamento completato al 70%: 60 camere, di cui 56 con vista lago e ampi terrazzi, e spazi comuni pensati per ristorazione, banchetti, congressi e relax. Una ristorazione che «non è più il settore trainante, ma resta un servizio di alto livello», ha spiegato Crippa, con l’obiettivo di restare accessibile: oggi, ha raccontato, i clienti cercano soprattutto convivialità, più che l’eccellenza gastronomica fine a sé stessa.
Il cuore dell’intervento è stato però il futuro. La tesi di partenza: «Il turista prima sceglie la località e poi sceglie l’hotel», per cui il destino degli alberghi lecchesi dipende dalla capacità del territorio di crescere insieme. Su questa base il Griso ha scelto la certificazione di sostenibilità ambientale come primo passo di un percorso più lungo: «Non lo consideriamo un traguardo ma l’inizio di un percorso», ha detto Crippa, convinto che la vera unicità del nostro lago rispetto a Como sia la natura, non il lusso: «Noi abbiamo i migliori panorami, il migliore verde, la parte migliore del lago». Un concetto che l’hotel tradurrà anche in un investimento concreto, affidato a un architetto paesaggista, per portare il panorama esterno dentro le sale della struttura.
Per Crippa ogni hotel deve inoltre restare «unico», superando la logica delle catene internazionali che uniformano l’esperienza ovunque nel mondo: «La gente prima viene per il territorio e poi l’albergo viene preso come un domicilio», ha sintetizzato, indicando nei servizi su misura – dal wellness allo sport amatoriale, fino alla pista ciclabile davanti all’hotel – la vera leva competitiva dei prossimi anni. Non a caso il Griso accoglie ogni anno ospiti da circa 140 nazioni, con gli statunitensi come prima nazionalità, seguiti da francesi, inglesi e italiani.
Il paragone con Como resta per Crippa a favore del capoluogo dell’altra sponda in termini di immagine e cultura, ma non di potenziale: «il territorio lecchese ha più possibilità di crescere di quello di Como, che ha già raggiunto il suo massimo». Il problema, per l’imprenditore, è che il Lecchese non ha ancora saputo costruirsi un’identità riconoscibile: ricorda un convegno in cui, davanti a trenta albergatori, nessuno ha saputo rispondere alla domanda «perché un turista deve venire a Lecco?». Tra i progetti allo studio anche il rilancio delle vie d’acqua, con un possibile nuovo attracco sul lago.
Nei prossimi tre anni entreranno catene (Hilton) e investitori internazionali capaci di imprimere nuova velocità al turismo lecchese, a patto di non perdere l’identità del territorio: “La vera sfida - ha concluso Crippa - sarà costruire un’immagine di natura prima che siano altri a farlo al posto del Lecchese”.
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