I Versi Liberi di Dedar
Arte del disegno piazzato

La collezione L’azienda reinterpreta le tradizioni tessili Legame tra l’alta manifattura e l’avanguardia artistica

Tra le realtà con radici comasche che hanno portato la propria visione alla Design Week di Milano c’è Dedar, con sede ad Appiano Gentile. Questa azienda, fondata nel 1976, si occupa di tessuti e rivestimenti murali di alta qualità. Negli anni, ha raggiunto traguardi importanti, tra cui la partnership con Hermès, la progettazione di tende e tessili per gli interni di Villa Carlotta e il contributo dato sul set del film “Call me by your name”.

La scorsa settimana, invece, ha popolato gli spazi di via Lazzaretto 15 con le nuove proposte dell’universo Versi Liberi, collezione fondata su un concetto chiave: reinterpretare filoni storici dell’arte tessile, rendendoli contemporanei ed espressivi. Si amplia così innanzitutto l’offerta legata al formato del “disegno piazzato”, con i suoi pannelli 70 per 90 cm. Si parla di disegno piazzato quando il motivo di un tessuto applicato su un oggetto non è ripetuto in modo continuo o modulare, ma al contrario è progettato per occupare una posizione precisa.

In pratica, il disegno viene “collocato” in punti specifici: ad esempio, per quanto riguarda le poltrone, al centro della seduta o, in alternativa, sullo schienale. Questa tradizione ha avuto fortuna tra il Seicento e l’Ottocento, quando le sedute - divani, poltroncine, sedie e sgabelli - di una sala potevano arrivare ad “esprimersi” con la stessa capacità narrativa di un arazzo, ospitando diversi episodi di una stessa storia o più elementi di uno stesso scenario.

I pannelli di Versi Liberi fanno lo stesso. Come righe di una poesia, riportano in vita questa scelta decorativa, affidando il racconto a disegni astratti o stilizzati. All’interno della proposta 2026, incontriamo quindi per esempio il pannello Hillevi, con il suo segno grafico che ricorda delle nuvole su fondo scuro; Melusine, caratterizzata dalla frangia morbida, a metà tra forma organica e street art; e infine l’impalpabile Danae, un’onda quasi evanescente. Si ritrovano poi tra le proposte del 2026 anche pannelli messi in commercio da Dedar in passato - Ad Astra, Riptide e Yume - ma rinnovati e arricchiti da variazioni sul tema. Tutti questi tessili possono essere applicati sulle sedute giocando con l’orientamento del disegno o con le sue varianti, oppure puntando tutto sul contrasto rispetto allo stile del pezzo d’arredamento in questione.

In più, Dedar presenta quest’anno anche un nuovo formato di Versi Liberi: si tratta delle tele - da 370 per 140 cm - che oltre ad introdurre una scala inedita, recuperano un’altra idea di lungo corso, quella dei tessuti a balza. Tradizionalmente, un tessuto a balza è caratterizzato da una decorazione che si sviluppa lungo il bordo, in senso orizzontale. La balza può correre ad esempio lungo il fondo di una tenda o di una coperta, rendendola più ricca.

Nel mondo di Dedar, questo principio si traduce in pannelli di notevole impatto, in cui due tessuti diversi per texture, colore e peso vengono accostati per creare campiture cromatiche vibranti, unite grazie ad una tecnica di falso ricamo. Sono chiari i riferimenti pittorici, soprattutto alle opere di Mark Rothko. Si tratta, anche in questo caso, di prodotti ready-made, che possono però essere adattati alle esigenze di ogni spazio. La congiunzione tra i due tessuti, ad esempio, può essere lasciata semifinita, con le cimose a vista, oppure confezionata con un orlo classico. Utilizzabili come tende o arazzi, tutte le nuove proposte di questa linea sono abbinabili agli altri tessili per interni di Dedar, come ad esempio la seta filata e tessuta a mano “Chatwin”.

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