Economia / Circondario
Mercoledì 04 Marzo 2026
Industria, Anghileri: l’Europa sia un unico mercato per crescere
All’Hotel Promessi Sposi di Malgrate Maria Anghileri (presidente nazionale Giovani Imprenditori Confindustria) rilancia il progetto del “28esimo Stato” per superare le frammentazioni e rafforzare la competitività europea, in occasione dell’incontro organizzato dai club Rotary Lecco Le Grigne, Rotary Lecco e Rotary Lecco Manzoni.
Malgrate
Si è tenuto ieri sera, nella cornice dell’Hotel Promessi Sposi di Malgrate, un momento di confronto organizzato dai club Rotary Lecco Le Grigne, Rotary Lecco e Rotary Lecco Manzoni. Protagonista dell’incontro Maria Anghileri, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, chiamata a delineare il futuro del comparto produttivo italiano attraverso la lente delle nuove generazioni. Il tema della serata, «L’industria italiana: sfide e opportunità viste dai giovani», ha offerto lo spunto per un’analisi sulla collocazione del nostro Paese e dell’Europa in un assetto mondiale in continua mutazione.
L’analisi di Anghileri è partita da una fotografia della realtà attuale: il sistema produttivo italiano si trova oggi a navigare in acque agitate da tensioni internazionali. Come sottolineato dalla presidente, «lo scenario geopolitico è sempre più complesso e per l’industria italiana ed europea è necessario fare sistema». Secondo Anghileri, ci troviamo in un momento storico delicatissimo, in cui la frammentazione interna rischia di diventare una debolezza fatale: «Anche perché ci troveremo sempre più schiacciati nella competizione tra Stati Uniti e Cina», ha aggiunto.
L’Europa possiede una massa critica straordinaria, ma non ancora pienamente sfruttata per via delle barriere interne. «L’Europa non ha niente da invidiare a nessuno: conta 450 milioni di persone e 26 milioni di aziende», ha ricordato. Il nodo centrale, però, resta la capacità di agire come un unico blocco economico coordinato. «Il mercato europeo deve diventare veramente un mercato unico, superando le tante frammentazioni che oggi ci sono in termini di energia, in termini di difesa comune e in termini di un mercato unico dei capitali».
Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato una proposta concreta che il Gruppo Giovani porta avanti, in piena sintonia con la linea della presidenza di Emanuele Orsini. Si tratta del concetto di «28esimo Stato», una riforma strutturale che permetterebbe di abbattere i muri burocratici tra le nazioni dell’Unione europea. «Dall’inizio della nostra presidenza abbiamo insistito per l’importanza di una misura che si chiama 28esimo Stato», ha spiegato Anghileri. «È la possibilità per un’azienda italiana ed europea di operare con le stesse regole in tutti gli Stati dell’Unione europea».
Si tratta di un modello di efficienza che guarda ai grandi competitor globali per mutuare le migliori pratiche di scalabilità: «Questo, ad esempio, avviene oggi negli Stati Uniti: un’azienda può fondarsi nel Delaware e operare con le stesse regole in tutti gli Stati Uniti d’America. Sarebbe un’opportunità straordinaria poterlo fare anche in Europa». La visione dei giovani imprenditori non è solo una richiesta di semplificazione, ma un appello alla sopravvivenza stessa dell’industria continentale: «Solo attraverso una reale integrazione sarà possibile trasformare le sfide geopolitiche in occasioni di crescita duratura e competitiva», ha chiosato Anghileri
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