Lake Como Venture Lab: incubatore deeptech per Lecco

Presentato il programma di incubazione startup nei settori meccatronico e medtech. L’obiettivo è creare un ecosistema per nuove realtà ad alto contenuto scientifico.

Lecco

Al via il primo programma deeptech italiano dedicato all’incubazione di startup nei settori meccatronico e medtech. È stato infatti presentato mercoledì mattina, al Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, il progetto “Lake Como Venture Lab”, iniziativa promossa da Confindustria Lecco e Sondrio insieme allo stesso ateneo e alla Camera di commercio di Como-Lecco.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare il collegamento tra ricerca, impresa e innovazione tecnologica, creando un ecosistema capace di accompagnare la nascita e lo sviluppo di nuove realtà ad alto contenuto scientifico e industriale. Un passaggio strategico in un territorio che già esprime una forte vocazione manifatturiera e una crescente attenzione ai temi dell’innovazione avanzata.

Ad aprire l’incontro è stato l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che ha sottolineato come Lecco si stia distinguendo, a livello regionale, per la capacità di fare sistema tra istituzioni, università e imprese, costruendo un modello di innovazione concreto. «Iniziative come il Lake Como Venture Lab vanno nella direzione giusta – ha commentato – perché aiutano a colmare il divario tra ricerca e mercato, uno dei principali limiti del sistema italiano, e rafforzano filiere tecnologiche strategiche come meccatronica e medtech».

Il cuore della mattinata è stata la tavola rotonda dedicata al progetto, che ha visto il coinvolgimento dei principali attori promotori. Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, ha evidenziato come l’iniziativa si fondi su tre pilastri: «Un’università tecnologica di eccellenza, un ecosistema industriale forte e un programma di accelerazione verticale, focalizzato sul deep tech». «L’obiettivo è far crescere start-up estremamente innovative, con potenziale di scalare fino a diventare “unicorni”, seguendo modelli di successo come quello di Monaco di Baviera, adattandoli al nostro territorio», ha commentato.

Accanto a lui, il prorettore delegato del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano Marco Tarabini: «Il Politecnico mette a disposizione non solo spazi fisici, ma soprattutto laboratori avanzati e competenze di altissimo livello. Questo crea un ecosistema in cui le start-up possono crescere rapidamente, mentre i ricercatori trovano stimolo e confronto con l’imprenditorialità, generando un processo di contaminazione reciproca che accelera l’innovazione sul territorio lecchese».

Il presidente della Camera di commercio di Como-Lecco, Ezio Vergani, ha rimarcato l’importanza dell’iniziativa: «La sosteniamo fortemente, perché promuove innovazione diffusa e abbattimento dei campanili, valorizzando la saggezza collettiva – ha spiegato –. In questo modo le piccole e medie imprese diventano terreno fertile per nuove idee, mentre gli investitori e i partner portano non solo capitale, ma anche conoscenza, connessioni e apertura a mercati, contribuendo a creare un ecosistema realmente integrato».

A chiudere l’incontro è stato il sottosegretario regionale Mauro Piazza: «Questo territorio ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di adattamento alle crisi, grazie all’ingegno diffuso del suo tessuto imprenditoriale. Oggi però il salto è diverso: non più innovazione chiusa nelle singole aziende, ma un modello aperto e condiviso, che mette in rete competenze e imprese. Il Lake Como Venture Lab nasce proprio con questo obiettivo, costruire un ponte verso il futuro e sviluppare nuove filiere strategiche, dalla meccatronica al medtech». Il progetto si avvale inoltre di un advisory board di livello internazionale, con esperti italiani e internazionali del deep tech, a supporto delle startup durante tutto il percorso.

Dodici mesi di «accelerazione». Nel corso dell’incontro al Politecnico, sono stati illustrati nel dettaglio contenuti e struttura del programma. A farlo è stata la coordinatrice del progetto, Federica Pasini, che ha spiegato come il Lake Como Venture Lab si configuri come un unicum importante. «Sul territorio esiste un patrimonio molto forte di innovazione, spesso sviluppato all’interno di imprese con modelli tradizionali, ma con una grande capacità di evoluzione – ha commentato –. Mancava però un luogo dove mettere a terra queste energie e farle crescere in modo strutturato».

Il programma nasce per accompagnare startup già in fase iniziale, con un’idea o un prototipo, offrendo accesso a laboratori e competenze per arrivare a un proof of concept da portare poi alle aziende del territorio.

«Non lavoreremo solo sulla tecnologia, ma anche sulle competenze di mercato e finanziarie: dalla capacità di presentarsi agli investitori fino allo sviluppo commerciale, aspetti decisivi per la crescita delle startup», ha aggiunto Pasini. «L’obiettivo è creare un ecosistema aperto, con una dimensione europea e uno sguardo globale, capace però di generare valore concreto sul territorio».

In questo contesto, il venture lab punta a fungere da ponte tra laboratorio e mercato, facilitando il passaggio dall’idea imprenditoriale alla sua applicazione concreta. «Non un acceleratore generico: un programma costruito attorno a chi fa hardware deep tech e ha bisogno di laboratori, filiera industriale e competenze di produzione». Il programma si concentra in particolare su ambiti ad alta intensità tecnologica come la meccatronica e il medtech, settori in cui il territorio lecchese può contare su competenze consolidate e su una filiera industriale strutturata.

«La call è aperta dal 1° aprile e resterà attiva fino al 30 giugno; dopo la fase di selezione, il programma partirà a fine settembre, con un massimo di tre startup per un percorso di 12 mesi orientato allo sviluppo tecnologico, al mercato e alla raccolta di capitali. Tutte le informazioni e le modalità di candidatura sono disponibili sul sito lakecomoventurelab.com», ha sottolineato. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle politiche per l’innovazione a livello territoriale e regionale, con l’ambizione di attrarre competenze, capitali e nuove progettualità. Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, potrebbe contribuire a consolidare il ruolo del territorio lariano come hub emergente per lo sviluppo di tecnologie avanzate.

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