Lake Como Venture Lab: 59 startup in gara per il programma

Sono 59 le candidature ricevute per il primo batch del programma. Il progetto coinvolge Confindustria, Politecnico e Camera di Commercio.

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Cinquantanove candidature per partire, tre posti da conquistare. Il Lake Como Venture Lab fa il pieno e ora entra nel vivo.

A Lecco la macchina dell’innovazione gira forte: sono 59 le startup che hanno risposto alla prima call del programma promosso da Confindustria Lecco e Sondrio con il Polo territoriale del Politecnico di Milano e il sostegno della Camera di Commercio di Como-Lecco. Numeri che raccontano un’attrattività che va ben oltre il territorio. Dall’Italia sono arrivate 34 candidature, 15 dall’Europa e 6 da Paesi extra-Ue, con presenze anche da Stati Uniti e Nord Africa.

Il prossimo passaggio è già segnato in agenda: il 21 luglio il pitch day. Prima però la scrematura per arrivare a una short list di progetti che si giocheranno tutto davanti al Selection Panel. Solo tre startup entreranno nel programma di incubazione.

«Sono estremamente soddisfatto di questo risultato, che attesta l’autorevolezza che è stata riconosciuta al nostro progetto - commenta Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio - e l’ottimo lavoro sin qui svolto dalla sua coordinatrice Federica Pasini e da tutto il team. Avere avuto cinquantanove application di qualità, di cui il 38% proveniente dall’estero, con vari partecipanti che hanno applicato da Paesi dell’UE ed extra-UE, anche da USA e Nord Africa, è un grande successo tenendo conto che Lake Como Venture Lab non esisteva fino a qualche mese fa. Ora si apre una fase altrettanto importante: la selezione delle tre migliori startup e la loro incubazione finalizzata a farle scalare. È un processo parimenti delicato ed importante, che non ho dubbi verrà eseguito con l’autorevolezza e la capacità che derivano dall’alto profilo delle figure che abbiamo coinvolto nel selection panel e nell’advisory board».

Il richiamo del territorio lecchese, soprattutto sul fronte deeptech, si conferma. «Le candidature ricevute confermano l’attrattività dell’ecosistema lecchese per aspiranti startupper deeptech anche oltre i confini nazionali, e testimoniano il valore di un progetto costruito sulla collaborazione tra università, imprese e istituzioni» sottolinea Marco Tarabini del Politecnico. E aggiunge: «Per il Politecnico - prosegue - il risultato conferma la necessità di pensare sempre di più a modelli che mettano la ricerca applicata e i laboratori al servizio della crescita di nuova imprenditoria, per trasformare idee ad alto contenuto tecnologico in soluzioni concrete per supportare l’evoluzione del nostro ecosistema produttivo. La fase di selezione sarà un passaggio decisivo per individuare le startup con il maggiore potenziale di crescita e accompagnarle, attraverso il programma di incubazione, dal proof of concept alla validazione tecnologica e di mercato».

Dello stesso avviso la Camera di Commercio. «La significativa risposta internazionale conferma l’attrattività del nostro territorio - aggiunge Ezio Vergani -. L’Ente camerale sostiene il Lake Como Venture Lab con convinzione perché l’innovazione deeptech e la sinergia tra imprese, istituzioni e atenei sono leve imprescindibili per garantire la futura competitività del nostro sistema manifatturiero».

Dietro le quinte un advisory board di peso, tra imprenditori, accademici e investitori. In primo piano invece restano loro: le startup. E una sfida tutta lecchese che prova a parlare al mondo, puntando su meccatronica e medtech.

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