Economia / Lecco città
Martedì 07 Aprile 2026
Lecco, cinquemila occupati in meno. Male l’industria, bene i servizi
Il rapporto Uil evidenzia una contrazione dell’occupazione nel 2025 Gli inattivi crescono del 2,4%. Dario Esposito: «Un segnale d’allarme»
Lecco
Nelle province lariane si osserva una diminuzione dell’occupazione e del tasso di disoccupazione, mentre cresce la componente degli inattivi. Il settore dei servizi registra invece una crescita in entrambe le aree.
In provincia di Como nel 2025, secondo il rapporto Uil Lombardia elaborato su dati Istat, si registra una lieve flessione dell’occupazione rispetto al 2024 con 1.420 unità in meno (da 263.334 a 261.914) e un calo del tasso di occupazione dello 0,6%. Diminuisce anche il numero di persone in cerca di lavoro, -2.338 unità (da 15.099 a 12.761), con un miglioramento del tasso di disoccupazione pari a -0,8%. Al contrario, cresce la componente degli inattivi, che aumentano di 4.473 unità (da 169.473 a 173.946), facendo salire il relativo tasso dell’1%.
Sul piano delle posizioni professionali si osserva una contrazione dei lavoratori dipendenti -11.682 (da 218.042 a 206.360) accompagnata da un’espansione degli indipendenti +10.262 (da 45.292 a 55.554). A livello settoriale, l’incremento riguarda agricoltura, silvicoltura e pesca +428 (da 719 a 1.147) e soprattutto i servizi +4.231 (da 170.526 a 174.757), mentre si evidenziano riduzioni nell’industria -3.528 (da 71.885 a 68.357) e nelle costruzioni -2.550 (da 20.203 a 17.653).
In provincia di Lecco nel 2025 emerge una flessione dell’occupazione rispetto al 2024 con 5.010 unità in meno (da 143.912 a 138.902) e un calo del tasso di occupazione dell’1,7%. Diminuisce anche il numero di persone in cerca di lavoro, in riduzione di 900 unità (da 4.563 a 3.663), con un miglioramento del tasso di disoccupazione pari a -0,5%. Al contrario, cresce la componente degli inattivi, che aumentano di 5.992 unità (da 100.066 a 106.058), facendo salire il relativo tasso del 2,4%.
Per quanto riguarda le posizioni professionali si osserva una contrazione dei lavoratori dipendenti -7.232 (da 113.380 a 106.148) accompagnata da un’espansione degli indipendenti +2.222 (da 30.532 a 32.754). A livello settoriale, l’incremento riguarda agricoltura, silvicoltura e pesca +326 (da 813 a 1.139), le costruzioni +1.168 (da 11.430 a 12.598) e i servizi +3.741 (da 79.528 a 83.269), mentre si evidenzia una riduzione nell’industria -10.247 (da 52.142 a 41.895). «I numeri di Lecco e Como rappresentano un segnale d’allarme evidente – sottolinea Dario Esposito coordinatore Uil Lario - La perdita di oltre 6mila occupati complessivi non è solo un dato statistico: significa imprese in difficoltà. Non sono poche infatti, quelle che nel 2025, in entrambe le province, hanno fatto ricorso a licenziamenti collettivi o a incentivi all’esodo. Ma significa anche dispersione di competenze e professionalità, che sempre più spesso scelgono di lasciare l’area lariana per lavorare in Svizzera o nell’Area Metropolitana di Milano. Il territorio, e quindi istituzioni, sindacato e associazioni datoriali, deve avere la responsabilità di lavorare in modo congiunto per salvaguardare l’occupazione».
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