Economia / Lecco città
Giovedì 22 Ottobre 2026
Lecco, il centro tiene con 891 attività ma spariscono i negozi alimentari
Il commercio resiste grazie al turismo e alle nuove aperture, mentre crescono abbigliamento e bar. I rioni soffrono più del centro storico, tra concorrenza dei supermercati, acquisti online e affitti che possono raggiungere i 20mila euro l’anno.
Lettura 1 min.Lecco
Sempre meno negozi di generi alimentari e sempre più abbigliamento e bar. Il commercio in centro città regge l’urto dei tempi e della crisi economica che comunque si fa sentire. Meno turnover rispetto ad anni passati e più vetrine accese, ma oggi trovare uno spazio dove aprire un’attività non è semplice, gli spazi sono ormai tutti affittati o venduti, e grazie al turismo che continua a crescere gli addetti ai lavori salvano il bilancio. Stando ai dati regionali rilevati a fine giugno in tutto il capoluogo ci sono 891 attività commerciali, di queste 134 alimentari, 685 non alimentari ovvero abbigliamento, accessori, cartoleria, casalinghi, profumeria e tanto altro, e 72 con merceologia mista. Le 891 attività non corrispondono però ad altrettante botteghe considerato che c’è anche chi ha un paio di licenze o anche più, al di là di questo i numeri restano alti. Il centro vive ma i rioni pagano lo scotto della periferia con sempre meno attività. «Il commercio sta vivendo in generale una situazione difficile, a Lecco non siamo più un’isola felice però momentaneamente il settore tiene e nel centro la situazione è molto migliore rispetto ai rioni, o ai paesi piccoli. L’area tra via Roma, via Cavour e le piazze è decisamente la più appetibile».
Aree dove si pagano affitti elevati, anche 20mila euro l’anno seppur poi molto varia dalle metrature e dalla posizione. Chi invece è proprietario dei muri ha una situazione molto più tranquilla in quanto non deve sborsare queste somme. Ed anche il salotto buono ha però le sue differenze, tiene bene l’Isolago che è rinato grazie a nuove aperture e alla presenza di attività storiche, la parte alta della via verso la stazione ferroviaria seppur interessante è meno appetibile rispetto alla parte bassa per una questione di passaggio. Via Roma invece ha parecchie richieste per il tratto in direzione delle piazze, e meno per l’area verso piazza Manzoni.
Differenze che però Tra i concorrenti più agguerriti c’è l’online che “ruba” parecchio. Negozi, pubblici esercizi, botteghe, mercati e attività di vicinato sono, infatti, non solo importanti servizi commerciali ma anche presidi quotidiani di socialità e sicurezza: rendono le città, i paesi e i quartieri più vivi, più accessibili e più inclusivi. «il centro città soffre meno rispetto alla periferia e di conseguenza non cii sono vetrine chiuse, e se un’attività abbassa la serranda in breve ne apre un’altra - fa notare Cesare Rossi, vicedirettore di Confesercenti Bergamo e responsabile dell’area di Lecco -. Stanno però sparendo i negozi alimentari in questo settore non c’è ricambio considerata la concorrenza dei super e ipermercati, mentre la richiesta per i bar è in crescendo. Bar che però spesso hanno una vita più breve rispetto ad altre merceologie. A salvare Lecco, soprattutto il centro e dintorni è il turismo in continua crescita, però è necessario alzare l’asticella della qualità del servizio». E senza qualità il rischio è quello di durare una stagione al massimo due e poi di chiudere i battenti.
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