Lecco, l’export vola: nel secondo trimestre supera 1,8 miliardi, +13% in un anno

Le imprese lecchesi accelerano le vendite all’estero: +9% rispetto ai primi tre mesi del 2026. Forte crescita della Svizzera, che segna un +66,9% annuo, mentre arretrano Francia e Cina rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Lecco

Le esportazioni lecchesi accelerano nel secondo trimestre del 2026, superando quota 1,8 miliardi di euro e mettendo a segno una crescita a doppia cifra rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati Istat sul commercio estero, che mostrano un rafforzamento delle vendite oltreconfine sia rispetto all’inizio dell’anno sia nel confronto tendenziale. Tra aprile e giugno le imprese della provincia di Lecco hanno esportato beni per 1,81 miliardi di euro, contro 1,66 miliardi nei primi tre mesi del 2026. L’incremento congiunturale è quindi del 9%, corrispondente a circa 150 milioni di euro. Ancora più marcato il confronto con il secondo trimestre del 2025, quando l’export lecchese si era attestato a 1,60 miliardi: nell’arco di dodici mesi l’aumento è del 13%, pari a quasi 208 milioni di euro. Il risultato complessivo nasconde però dinamiche molto differenti a seconda dei mercati di destinazione.

Tra i principali Paesi considerati, la Germania si mantiene su livelli elevati e sostanzialmente stabili. Nel secondo trimestre, le esportazioni lecchesi verso il mercato tedesco raggiungono 236,8 milioni di euro, il 2% in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno e il 2,5% sopra il livello registrato nello stesso periodo del 2025. Di segno opposto l’andamento della Francia. Tra aprile e giugno il valore delle esportazioni si ferma a 146,9 milioni di euro, contro i 152,3 milioni del primo trimestre e i 165,6 milioni del secondo trimestre dello scorso anno. Ne deriva una flessione del 3,5% su base congiunturale e dell’11,3% nel confronto tendenziale. Gli Stati Uniti mostrano invece un recupero rispetto all’inizio dell’anno. Le vendite raggiungono 134,2 milioni di euro, in aumento del 10,9% rispetto ai 121 milioni del primo trimestre. Il dato rimane tuttavia leggermente inferiore rispetto a un anno prima, quando l’export verso gli Usa aveva raggiunto 137,6 milioni: la flessione tendenziale è del 2,5%. Ancora più netto è il rimbalzo della Cina. Dopo i 22,8 milioni dei primi tre mesi del 2026, nel secondo trimestre le esportazioni salgono a 35 milioni, con un incremento del 53,8%. Il recupero non riporta però il mercato sui valori dell’anno precedente: nel secondo trimestre 2025 erano stati esportati beni per 44,3 milioni, con una differenza negativa del 20,9%.

A distinguersi è soprattutto la Svizzera. Le esportazioni lecchesi raggiungono 185,6 milioni di euro nel secondo trimestre. Il valore diminuisce del 12,1% rispetto ai 211,2 milioni dei primi tre mesi dell’anno, ma il confronto con il 2025 restituisce una crescita particolarmente consistente: nello stesso trimestre dello scorso anno l’export era stato pari a 111,2 milioni, con un aumento del 66,9%. Positivo su entrambi i confronti anche il Regno Unito. Le esportazioni salgono a 64,2 milioni di euro, contro 57 milioni nel primo trimestre e poco meno di 60 milioni nello stesso periodo del 2025. La crescita è quindi del 12,5% su base congiunturale e del 7% su base annua. Il quadro restituisce così una crescita complessiva robusta per il Lecchese, ma distribuita in maniera tutt’altro che uniforme tra le diverse destinazioni. Alla tenuta della Germania e alla forte crescita tendenziale della Svizzera si affiancano mercati in recupero rispetto all’inizio dell’anno, come Stati Uniti e Cina, e altri che restano invece sotto i livelli del 2025, a partire dalla Francia.

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