Mandello, i raggi X contro le batterie al litio nei rifiuti: visita dell’assessore Fermi alla Gilardoni
Gilardoni sviluppa un sistema con intelligenza artificiale per individuarle nei RAEE prima della frantumazione. Il progetto sostenuto da Regione Lombardia con il bando «Collabora e Innova»
Lettura 2 min.Mandello del Lario
Le batterie al litio nascoste tra i rifiuti elettronici possono trasformarsi in un pericolo per gli impianti di riciclo. Individuarle prima che vengano frantumate, evitando così il rischio di incendi ed esplosioni, è la sfida affrontata da Gilardoni, azienda di Mandello del Lario specializzata nelle tecnologie a raggi X, ultrasuoni e risonanza magnetica.
È proprio nei laboratori dell’azienda lecchese che è stata sviluppata una soluzione capace di “vedere” le batterie all’interno dei dispositivi destinati allo smaltimento e indicarne con precisione la posizione agli operatori. Un progetto che unisce imaging a raggi X, intelligenza artificiale e machine learning e che punta a rendere più sicuro ed efficiente il trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE.
La tecnologia è stata presentata ieri, venerdì 18 settembre, in occasione della visita dell’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, arrivato a Mandello nell’ambito del tour tra le imprese innovative lombarde. Presente anche il sottosegretario regionale Mauro Piazza.
Il funzionamento è pensato per essere integrato direttamente nella linea di trattamento dei rifiuti. I dispositivi elettronici passano attraverso un sistema di ispezione a raggi X che acquisisce le immagini. Queste vengono quindi analizzate in tempo reale dagli algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di riconoscere la presenza di una batteria e localizzarla. A quel punto l’operatore può intervenire e rimuoverla prima che il rifiuto prosegua nel processo di lavorazione.
Il problema è particolarmente rilevante con la crescente diffusione delle batterie agli ioni di litio. Se una batteria non viene individuata e finisce nella fase di frantumazione, può provocare incendi o esplosioni e, allo stesso tempo, comportare la perdita di materiali che potrebbero essere recuperati.
L’obiettivo del progetto è quindi duplice: aumentare la sicurezza degli impianti e migliorare la qualità del riciclo. L’identificazione preventiva delle batterie dovrebbe consentire di ridurre il rischio di incidenti, favorire il recupero di materie prime critiche e materiali di valore e limitare la dispersione di sostanze potenzialmente inquinanti.
«Il progetto che ho avuto il piacere di visionare a Mandello del Lario rappresenta perfettamente il senso del nostro tour tra le imprese più innovative della Lombardia», ha commentato Fermi, sottolineando come le risorse regionali possano tradursi in applicazioni tecnologiche concrete.
Il progetto è stato finanziato attraverso il bando regionale “Collabora e Innova”, misura destinata a sostenere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzate attraverso la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca. Gilardoni ha lavorato insieme a Cefriel e Seval.
Per Fermi, la gestione dei rifiuti elettronici e lo smaltimento delle batterie rappresentano una delle sfide della transizione ecologica e il progetto lecchese consente di intervenire in maniera preventiva, tutelando operatori e impianti.
Un esempio di innovazione che, secondo Piazza, si inserisce in un territorio dalla forte vocazione manifatturiera. «Il sostegno delle istituzioni – ha sottolineato il sottosegretario – rappresenta un tassello fondamentale di questo continuo cammino».
Complessivamente, attraverso «Collabora e Innova», Regione Lombardia ha messo a disposizione 156 milioni di euro per sostenere partenariati tra imprese e organismi di ricerca e trasformare i progetti di ricerca in applicazioni concrete. A Mandello, uno di questi progetti punta ora a rendere più sicuro il viaggio delle batterie al litio attraverso la filiera del riciclo.
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