Mike Pompeo alla guida di Reveille: l’ex Segretario di Stato Usa punta sull’uranio della Val Vedello

Per tre anni presiederà il cda della società impegnata nell’esplorazione dei giacimenti di Piateda e Novazza. Al centro sicurezza energetica, materie prime critiche e futuro del nucleare in Italia

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Piateda

Ricerca nucleare, mentre l’Italia torna a discutere della fonte nel proprio mix energetico, la società Reveille Resources sceglie un pezzo da novanta per guidare il suo consiglio.

Sarà, intanto almeno per tre anni, l’ex Segretario di Stato Usa Mike Pompeo a capo del cda della società che sta esplorando gli storici giacimenti di uranio della Val Vedello, nel territorio di Piateda, e di Novazza, nella Bergamasca. La nomina diventerà effettiva al completamento delle consuete verifiche regolamentari previste per l’ingresso nel board.

Una scelta che porta un nome di spicco della politica internazionale alla guida di una realtà impegnata a valutare le risorse del sottosuolo valtellinese. Per il giacimento della Val Vedello è un nuovo capitolo, dopo le attività condotte nei decenni passati da Agip Nucleare.

Pompeo arriva alla presidenza con un curriculum che intreccia istituzioni, sicurezza e impresa. Settantesimo Segretario di Stato degli Stati Uniti, ha ricoperto l’incarico dal 2018 al 2021, dopo essere stato direttore della Cia tra il 2017 e il 2018. In precedenza era stato deputato al Congresso per il Kansas per tre mandati. Ufficiale dell’esercito, si è diplomato a West Point e si è poi laureato in legge ad Harvard. Alla carriera pubblica ha affiancato incarichi negli investimenti e nei consigli di amministrazione di diverse società.

In Reveille avrà il compito di indirizzare il consiglio e accompagnare la crescita dell’azienda. Si occuperà in particolare del posizionamento della società sui temi della sicurezza energetica, delle materie prime critiche e del combustibile nucleare, contribuendo al dialogo con il Governo e le istituzioni italiane e ai rapporti con investitori e partner strategici. Affiancherà inoltre il board nella valutazione di nuove opportunità in Italia e in altri Paesi europei e occidentali.

Il punto di partenza resta l’esplorazione. Per la Val Vedello e Novazza Reveille punta a ripartire dalle conoscenze per valutare le possibilità dei due giacimenti.

È l’ex Segretario di Stato, che considera il rinnovato interesse italiano per il nucleare «un segnale importante», a chiarire gli obiettivi di questa fase: «Reveille non promette una produzione immediata: il compito oggi è esplorare in modo responsabile e capire che cosa sia possibile, partendo da una base solida, decenni di lavoro svolto in passato dal gruppo Eni».

«La sicurezza energetica è sicurezza nazionale - aggiunge - e l’uranio è un metallo strategico». Pompeo richiama anche le proprie origini italiane: «Da italoamericano con radici in Abruzzo, sono particolarmente orgoglioso di contribuire a questo percorso e a un dialogo costruttivo con le istituzioni e i territori italiani».

Reveille è nata nel 2026 dallo scorporo delle attività italiane nell’uranio di Zenith Energy, oggi primo azionista con circa il 25% del capitale. Il gruppo internazionale, attivo anche nella produzione di energia da gas e da fonti rinnovabili, è stato cofondato ed è guidato dal genovese Andrea Cattaneo. È quotato sul London Stock Exchange e su Euronext Growth Oslo.

Tra i principali soci figura anche Ajax Resources Plc, con una partecipazione di circa il 15%. La società di esplorazione e sviluppo di risorse naturali, quotata sul mercato britannico Aquis Stock Exchange, è stata fondata ed è guidata da Ippolito Ingo Cattaneo, amministratore esecutivo di Reveille.

Per quest’ultimo, l’ingresso di Pompeo rappresenta un riconoscimento del potenziale dei progetti. «Fin dai primi incontri ha colto il valore degli investimenti fatti in passato a Novazza e Val Vedello e la portata della svolta in corso nel dibattito energetico italiano - sostiene Cattaneo -. Progetti che la società intende sviluppare nel rispetto delle autorizzazioni necessarie, in stretto dialogo con le comunità locali e le istituzioni».

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