Mandello: sale l’attesa per il battesimo del nuovo nido dell’Aquila
Il nuovo stabilimento Moto Guzzi sarà presentato il 2 settembre alla stampa in vista del motoraduno
Lettura 2 min.Mandello
Mandello del Lario si prepara a scoprire il nuovo volto di Moto Guzzi. Il 2 settembre lo stabilimento di via Parodi sarà presentato in anteprima ai giornalisti, chiamati a raccontare le novità che accompagneranno il 105° anniversario della storica casa motociclistica lariana.
Fino all’ultimo l’azienda ha mantenuto il massimo riserbo sul progetto, alimentando la curiosità di appassionati, cittadini e visitatori attesi alle Giornate mondiali Guzzi 2026, in programma dal 3 al 6 settembre.
Tra gli interventi più significativi figura la completa riorganizzazione della produzione. Le Moto Guzzi V100 Mandello e Stelvio, i modelli raffreddati a liquido, avranno linee dedicate sia per il montaggio dei motori sia per l’assemblaggio dei veicoli. Un percorso autonomo è stato previsto anche per i modelli raffreddati ad aria, vale a dire V7, V9 e V85 TT.
All’inizio di luglio l’organico Moto Guzzi risultava composto da 139 dipendenti. Circa un centinaio erano impiegati direttamente nelle attività di montaggio tra veicoli e motori, mentre il restante personale era distribuito tra manutenzione, portineria e uffici.
Un cambiamento visibile riguarda anche gli spazi esterni. L’ex area motori, situata lungo il percorso che dal Cancello rosso conduce verso la Galleria del vento, è stata completamente demolita. Al suo posto è stata realizzata una vasta area verde con panchine e spazi dedicati all’accoglienza.
Profondamente rinnovata anche la Galleria del vento, uno dei luoghi simbolo della fabbrica. La struttura è stata recuperata conservando il legame con la storia del marchio, ma con ambienti completamente riqualificati e ridisegnati.
Grande attenzione è stata riservata al nuovo Museo Moto Guzzi, probabilmente l’intervento più atteso dai mandellesi e dagli appassionati. L’esposizione trova ora spazio in una struttura completamente rinnovata, sviluppata su due livelli e caratterizzata da un ampio ingresso che accompagna i visitatori attraverso la storia del marchio.
Prima della chiusura il museo ospitava 144 motociclette esposte. Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, i mezzi collocati nel nuovo allestimento sarebbero circa 136, un numero quindi molto simile a quello precedente.
Gli ambienti sono dominati dal colore bianco delle pareti e dal grigio delle superfici calpestabili. Una scelta che punta a valorizzare le motociclette esposte, molte delle quali restaurate per l’occasione.
Tra gli aspetti più interessanti vi sarebbe anche un nuovo criterio espositivo. Se in passato il percorso seguiva prevalentemente un ordine cronologico, il nuovo museo dovrebbe svilupparsi attraverso temi e percorsi narrativi differenti. Un’impostazione che punta a trasformare la visita in un racconto della cultura e dell’identità Moto Guzzi, oltre che della sua evoluzione tecnica.
Secondo quanto emerso, la gestione del museo potrebbe essere affidata a una società esterna già attiva nel settore museale italiano, anche se al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali.
All’esterno dei padiglioni è stata inoltre realizzata una nuova piazza caratterizzata da una pavimentazione grigia sulla quale spicca una grande aquila accompagnata dalla scritta Moto Guzzi. Guardando verso le montagne che incorniciano l’area produttiva, lo sguardo incontra il profilo della Grigna e le grandi coperture della nuova struttura, già ribattezzate da qualcuno come gli “scarichi” di una delle motociclette più iconiche della casa, la Griso.
Le risposte definitive arriveranno con l’inaugurazione del 2 settembre. Dal giorno successivo, in occasione delle Giornate mondiali Guzzi, migliaia di visitatori avranno la possibilità di entrare nel nuovo complesso e vedere da vicino una delle trasformazioni industriali più importanti degli ultimi anni per Mandello del Lario e per l’intero territorio lecchese.
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