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Lunedì 27 Luglio 2026
Cala la domanda di mutui a Lecco, ma meno della media
Il dato Crif mostra una flessione contenuta rispetto alla media nazionale. Le surroghe registrano invece una forte frenata.
Lettura 1 min.Lecco
Anche a Lecco la domanda di mutui cala nel primo semestre di quest’anno, però decisamente meno rispetto alla media lombarda e a quella nazionale.
A fronte di una flessione nazionale e regionale rispettivamente del 5,9% e del 6,8% Lecco perde il 3,9%, il calo più contenuto solo dopo quello di Brescia (3,3%).
Ad alzare la media regionale sono soprattutto le flessioni di Sondrio (-11,6%), Lodi (-10,4%), Mantova (-10,1%), e Bergamo (-9,2%), Milano (-8,4%), mentre Varese, Como, Cremona, Monza Brianza hanno cali compresi fra il 5% e il 6%. Unica eccezione è Pavia, che resta stabile (+0,2%).
I dati sono riferiti dall’ultimo Barometro Crif (base dati sistema di informazioni creditizie Eurisc, gestito in Italia da Crif) che mostra come al dato sul calo nazionale si affianchi quello delle surroghe, che da gennaio a giugno 2026 hanno registrato “una considerevole frenata del 38,4%” rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Stabile l’importo medio richiesto, intorno ai 154mila euro (in lieve calo dello 0,2% sul primo semestre dell’anno scorso), tuttavia la fascia principale di importo nei primi sei mesi di quest’anno si è concentrata fra i 100mila e i 300 mila euro.
Guardando invece alla durata, quasi la metà delle domande sceglie il periodo compreso fra i 25 e i 30 anni di rimborso, mentre in generale quasi tutte le richieste (9 su 10) prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni “a conferma – spiegano gli analisti di Crif – delle propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni diluite nel tempo, funzionali a contenere l’impatto della rata sul bilancio familiare”.
L’acquisto di prima casa si conferma come una scelta legata a fasi della vita in cui si guarda al futuro e si consolida il proprio status finanziario visto che l’80% delle domande arriva nella fasce centrali di età comprese fra i 25 e i 54 anni. “Gli over 55 – spiega lo studio - rappresentano una quota più contenuta della domanda, pari al 12,9% del totale, coerentemente con una fase della vita in cui l’accesso al mutuo tende a essere meno frequente rispetto alle fasce centrali”.
Simone Capecchi, executive director di Crif, sottolinea il ruolo dei tassi di interesse nelle dinamiche di richiesta dei mutui e la propensione ad investire sul miglioramento di classe energetica delle case: “il progressivo allentamento della politica monetaria, avviato nella seconda metà del 2024 e proseguito fino a maggio 2026, ha contribuito a ridurre il costo del credito, favorendo una maggiore sostenibilità delle rate e rafforzando l’equilibrio finanziario delle famiglie. In uno scenario ancora caratterizzato da incertezza macroeconomica e requisiti regolamentari più stringenti- sottolinea Capecchi - la domanda di credito da parte delle famiglie italiane dovrebbe rimanere nei prossimi mesi improntata alla cautela. Tuttavia, a fronte di una maggiore prudenza, i mutui per l’acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica e per interventi di riqualificazione rappresentano un ambito di crescente interesse per famiglie e operatori” .
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