Passaggio generazionale: oltre il 75% delle aziende lecchesi non l’ha ancora intrapreso

Presentato al Politecnico di Lecco il Secondo Rapporto Brianza. Molte aziende restano in attesa, cercando di capire come affrontare le nuove dinamiche competitive.

Lecco

Il mondo delle imprese che cambia e affronta il passaggio generazionale è al centro del Secondo Rapporto Brianza, frutto della ricerca del Censis insieme a Fondazione Costruiamo il Futuro, presentato al Politecnico di Milano - Polo territoriale di Lecco.

Elisa Mattavelli, vicepresidente di Fondazione Costruiamo il Futuro, ha introdotto la presentazione affiancata da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, Marco Tarabini, prorettore delegato del Polo di Lecco del Politecnico e Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia.

Al centro del dibattito il territorio della ’Grande Brianza’, di cui l’area lecchese fa parte. Un ecosistema sempre più interconnesso: fino al 2023, risultavano 728.368 lavoratori, con un tasso di occupazione del 70,2%, 139.338 unità produttive e 529.516 addetti, a conferma della competitività della manifattura brianzola rispetto al sistema italiano.

Il passaggio generazionale nel territorio brianzolo avviene principalmente all’interno di un’impresa familiare, perché 8 imprese su 10 in Brianza sono sotto il controllo familiare o personale: «L’idea del Rapporto Brianza nasce nel 2024» spiega Mattavelli «per comprendere meglio come funziona il nostro tessuto brianzolo e orientarsi in un futuro sempre più complesso. Da qui l’idea di stringere una collaborazione con il Censis e ritrovarci annualmente a studiare e fare ricerche per analizzare trend evolutivi, dinamiche e bisogni della Brianza».

Nel 15,5% delle imprese il passaggio generazionale è già avvenuto, ma il cambiamento è ancora in atto. Marco Tarabini si è concentrato sui macrotrend: «La successione è quasi sempre all’interno della famiglia. Può essere un vantaggio, perché la continuità è un asset, ma dobbiamo cercare di vedere questa finestra come un processo e non un evento. I macrotrend contemporanei sono il digitale e l’Ia. Credo che il patrimonio dei dati debba essere valorizzato e le iniziative che hanno permesso la loro raccolta si muovono in questa direzione. Il secondo macrotrend è la riconversione manifatturiera e la sostenibilità: le nuove generazioni vedono la sostenibilità come una necessità e non come un’opportunità». Tarabini ha sottolineato come si agisca ancora poco sul tema formativo, rimarcando il ruolo centrale dell’università e il lavoro per una formazione che sia sempre più al passo con i tempi e non ancorata a schemi che fanno parte ormai del passato.

Giorgio De Rita ha offerto una sintesi del Rapporto Brianza: «È un territorio che ha punte di eccellenza e al tempo stesso si mette in disparte e osserva. Dalla nostra ricerca, constatiamo che solo 1 impresa su 4 ha iniziato ad avviare o pensare meccanismi di passaggio generazionale, quindi il 75% e oltre delle imprese sono lì che aspettano e cercano di capire cosa fare. Significa che questo territorio non ha ancora avviato quei processi propedeutici a rimanere all’interno dei meccanismi della competizione internazionale».

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