Pensioni, arriva il freno al ricalcolo sul caro vita: perdite da 144 euro l’anno

Critiche della Spi Cgil di Lecco e di Uil Pensionati sulle modifiche alla rivalutazione. Cogliardi: «Assegni poveri rimasti irrisolti». Del Verme: «Si fa cassa sui lavoratori»

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«Non solo non si ha un aumento delle pensioni, cosa che potrebbe anche essere all’ordine del giorno, ma si svuota in diversa misura, a seconda dell’importo pensionistico, la possibilità di far fronte al caro vita. Per il secondo anno si opera un taglio che non sarà più recuperato», lo afferma Giuseppina Cogliardi, segretaria generale Spi Cgil di Lecco.

Con i nuovi scaglioni il 25% degli 89mila pensionati di Lecco vedrà il coefficiente di protezione dall’inflazione scendere

La nuova legge di Bilancio per il 2027 modifica il metodo di rivalutazione delle pensioni in base al costo della vita e taglia gli adeguamenti all’inflazione per gli assegni che superano i 2.447,40 euro lordi al mese, che secondo dati dello Spi-Cgil di Lecco a Lecco rappresentano circa il 25% degli 89mila pensionati che percepiscono una sola pensione, su un totale di 96mila se si include anche chi ne ha più di una.

Oltre tale limite si subirà, secondo una simulazione Uil Pensionati, una perdita compresa fra i 144 e i 1.300 euro lordi l’anno, a seconda dell’importo ricevuto. Ciò non significa certo che si riceverà un assegno più basso dell’attuale, però si riceverà un importo minore di rivalutazione e quindi si perderà potere d’acquisto.

«Manca ancora una politica fiscale seria. Noi pensionati siamo per un’altra volta il bancomat per far tornare conti che non tornano»

La soglia dei 2.447,40 euro è pari a quattro volte il trattamento minimo Inps, che varia ogni anno e che per il 2027 è di 611,85 euro al mese: tale regola non cambia, cambiano invece le percentuali di rivalutazione e il numero di scaglioni economici di suddivisione delle pensioni.

Oggi gli scaglioni sono tre, ma dal 2027 la nuova legge di Bilancio (art.55) ne introduce sei: rispetto all’inflazione, le pensioni fino a quattro volte il minimo Inps resteranno rivalutate al 100% dell’inflazione, ma si scende all’85% per gli assegni compresi tra quattro e cinque volte il minimo Inps, al 53% tra cinque e sei volte, al 47% tra sei e otto volte, al 37% tra otto e dieci volte e al 32% per le pensioni superiori a dieci volte il minimo.

Nella simulazione e secondo cifre calcolate su 13 mensilità, chi ha una pensione di 2.500 euro lordi al mese perderebbe 144,17 euro l’anno negli aumenti rispetto ad oggi. Per una pensione da 3mila euro la perdita sale a 153,92 euro annui e per un assegno da 3.500 si raggiungono i 574,73 euro.

Assegni poveri

«Con questa manovra – aggiunge Cogliardi - lo Stato risparmia 1,48 miliardi lordi ogni anno, 14,24 miliardi lordi in dieci anni, visto che il taglio poi rimane. Ciò conferma che anche quest’anno si fa cassa non su una politica fiscale seria, ma sempre su pensionati e lavoratori dipendenti. Da anni noi pensionati siamo il bancomat per far tornare conti che non tornano. E aggiungiamo – continua Cogliardi - comunque il tema delle pensioni più povere: 7 milioni di pensionati sono sotto i mille euro. Aggiungo che chi ha lavorato una vita e si illudeva, grazie ai contributi pagati, di avere una pensione per una vecchiaia tranquilla, sempre più si ritrova in difficoltà a causa di un’inflazione che non viene richiamata, di tutti i prezzi che aumentano e per il fatto che sempre più i nostri pensionati per curarsi devono aprire il portafoglio, col risultato che molti non possono farlo. Questo mentre chi evade le tasse si arricchisce».

Per conoscere gli effettivi aumenti del 2027 servirà il decreto del ministero delle Finanze con il ministero del Lavoro su base dati Istat, fatte comunque salve le modifiche che potrebbero subentrare durante l’iter parlamentare della legge di Bilancio.

Uil Lario

Per Antonio Del Verme, segretario provinciale Uil Pensionati Lario, «da anni si fa cassa sui pensionati, bancomat di tutti i governi. A Lecco il 60% dei pensionati non raggiunge i mille euro al mese e il futuro pensionistico sarà ancora peggiore per i giovani, che lavorano con stipendi bassissimi. E’ difficile pensare che i futuri pensionati possano anche solo raggiungere i 2.447 euro lordi al mese, pari a una pensione netta di 1.700 euro».

La Uil Pensionati regionale intanto prepara un’azione estesa sui territori, con volantinaggio nei mercati e nei quartieri in preparazione anche a Lecco. «Lo facciamo – conclude Del Verme – per spiegare ai giovani cosa facciamo e per chi lo facciamo. Ci auguriamo che data la grande pressione sindacale sul governo la nuova norma venga modificata durante l’iter parlamentare».

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