Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 26 Febbraio 2026
Provincia di Sondrio: nel bilancio 2026 priorità a turismo, istruzione e cultura
Approvato il bilancio di previsione: la spesa corrente è di 63 milioni di euro.
Sondrio
Non un bilancio “ricco” in senso stretto, quanto piuttosto pesante: pesante per i numeri, per i molti vincoli che lo attraversano e per gli impegni già presi che riducono gli spazi di manovra. Ma dentro questa struttura rigida emerge comunque un disegno politico preciso che tiene insieme priorità, vincoli ed esigenze. Lo si vede chiaramente nelle priorità di spesa, dove accanto ai costi inevitabili per il funzionamento dell’ente compare una scelta strategica netta: il turismo, ma anche istruzione e cultura. Solo per il settore turistico sono previsti oltre 10 milioni di euro nella parte corrente.
Il bilancio di previsione 2026 della Provincia di Sondrio - circa 268 milioni di euro tra entrate e uscite – approvato mercoledì sera in consiglio racconta una doppia realtà. Da un lato una massa finanziaria consistente, dall’altro una disponibilità effettiva molto più limitata. A far alzare il totale contribuiscono soprattutto il fondo pluriennale vincolato, vicino ai 148 milioni, e l’utilizzo dell’avanzo vincolato per 10,7 milioni: risorse già destinate a interventi programmati negli anni precedenti, più che fondi nuovi da distribuire.
La vera cartina di tornasole è la spesa corrente, poco meno di 63 milioni di euro, quella che sostiene i servizi quotidiani e il funzionamento dell’ente. Qui emerge con chiarezza la dipendenza dai trasferimenti statali e regionali, che coprono circa i due terzi delle entrate correnti, mentre le entrate proprie hanno un peso inferiore. Ma soprattutto emerge il peso del contributo alla finanza pubblica nazionale: quasi metà delle risorse disponibili deve essere riversata allo Stato. «Quasi metà del perimetro corrente dobbiamo girarla allo Stato» ha spiegato la dirigente Sabrina Giudice, evidenziando come questa voce da sola assorba il 49,54% della spesa corrente libera. Il risultato è un bilancio rigido, dove prima si pagano gli obblighi e dopo si decide come utilizzare il resto.
Nonostante questo, l’analisi per missioni rivela scelte politiche tutt’altro che neutre. La quota più consistente della spesa corrente resta quella per i servizi istituzionali e generali, indispensabili a far funzionare la macchina amministrativa che da sola assorbe il 28,8%. Subito dopo, però, spicca il turismo, con 10,7 milioni di euro e una delle percentuali più alte del bilancio: 17,3%. Un dato che da solo indica come il settore sia considerato una vera politica pubblica di sviluppo, non un capitolo accessorio. In un territorio montano come quello valtellinese, l’attrattività turistica diventa infatti leva economica, occupazionale e identitaria.
Accanto al turismo trovano spazio istruzione e cultura - investimenti sul capitale umano e sull’identità locale - insieme alla viabilità e alla manutenzione del territorio, funzioni storiche delle Province. Tra gli interventi figurano promozione dell’offerta turistica, progetti europei, sostegno alle scuole e agli studenti, iniziative culturali, manutenzione delle strade e servizi sociali.
Sul fronte degli investimenti, la spesa in conto capitale sfiora i 193 milioni di euro, anche in questo caso fortemente legata a programmazioni pluriennali già avviate. Le risorse si concentrano soprattutto su tutela del territorio e infrastrutture viarie, che insieme rappresentano circa il 60% della spesa complessiva. Un’impostazione coerente con le competenze dell’ente e con le esigenze di un territorio alpino, dove sicurezza, mobilità e gestione ambientale sono condizioni essenziali per lo sviluppo.
Nel complesso si tratta di un bilancio che prova a orientare le risorse verso una strategia di crescita puntando su ciò che il territorio può valorizzare di più: infrastrutture, capitale umano e soprattutto turismo.
Monica Bortolotti
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