Lecco e Sondrio, due percorsi opposti nelle rimesse verso l’estero

Lecco, con un aumento del 39,2% registra la crescita più contenuta dell’intera regione. Di segno opposto la situazione di Sondrio. La provincia valtellinese fa segnare un incremento del 64,1% tra il 2015 e il 2025, collocandosi al quinto posto in Lombardia

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Nel 2025 le rimesse inviate all’estero dai lavoratori stranieri residenti in Lombardia hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi vent’anni. Ma tra Lecco e Sondrio emergono differenze marcate: una è ultima per crescita, l’altra tra le migliori della regione.

Le rimesse inviate all’estero dai lavoratori stranieri residenti in Lombardia continuano a crescere e nel 2025 hanno toccato quota 1,865 miliardi di euro, il valore più elevato registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 2005. È quanto emerge dal rapporto di PoliS-Lombardia “Le rimesse dalla Lombardia verso l’estero dei lavoratori stranieri (2025)”, pubblicato il 27 luglio 2026 su elaborazione dei dati della Banca d’Italia.

Nel quadro regionale spicca però il confronto tra Lecco e Sondrio. Le due province alpine della Lombardia, accomunate da caratteristiche territoriali simili, mostrano infatti andamenti molto diversi nell’ultimo decennio.

Tra il 2015 e il 2025 tutte le dodici province lombarde hanno visto aumentare il valore delle rimesse verso l’estero. La crescita, tuttavia, non è stata uniforme. Al vertice della classifica si colloca Mantova con un incremento dell’84,1%, seguita da Monza-Brianza (+74,2%) e Lodi (+71,4%).

All’estremo opposto si trova Lecco, che con un aumento del 39,2% registra la crescita più contenuta dell’intera regione. Poco sopra c’è Bergamo con il 39,9%.

Il dato lecchese non indica una diminuzione delle rimesse, che continuano comunque ad aumentare, ma evidenzia un ritmo decisamente più lento rispetto alla maggior parte delle province lombarde. La distanza rispetto ai territori più dinamici è significativa: tra Lecco e la prima classificata Mantova si registra infatti uno scarto di quasi 45 punti percentuali.

Di segno opposto la situazione di Sondrio. La provincia valtellinese fa segnare un incremento del 64,1% tra il 2015 e il 2025, collocandosi al quinto posto in Lombardia. Un risultato superiore sia alla media sia alla mediana regionale e migliore di quello di realtà molto più popolose e industrializzate.

La classifica vede infatti Sondrio preceduta soltanto da Mantova, Monza-Brianza, Lodi e Pavia. Alle sue spalle si trovano Milano (+60,8%), Varese (+59,8%), Cremona (+57,6%) e Como (+57,3%).

Il confronto diretto tra le due province è particolarmente interessante. Pur condividendo una collocazione geografica montana e una densità abitativa inferiore rispetto alle grandi aree urbane della Lombardia, Lecco e Sondrio presentano un divario di quasi 25 punti percentuali nella crescita delle rimesse: 39,2% contro 64,1%.

Secondo quanto emerge dall’analisi, il fenomeno suggerisce che la geografia da sola non basta a spiegare l’andamento dei flussi di denaro verso l’estero. A incidere possono essere fattori come la composizione delle comunità straniere residenti, l’evoluzione del mercato del lavoro locale e i diversi percorsi di insediamento della popolazione immigrata.

Anche la struttura economica dei territori potrebbe avere un peso. In provincia di Lecco continua a prevalere una forte vocazione manifatturiera, mentre a Sondrio assumono un ruolo rilevante comparti come il turismo e l’agricoltura di montagna, settori che negli ultimi anni hanno fatto ampio ricorso a manodopera proveniente dall’estero.

A livello regionale, la principale destinazione delle rimesse è il Bangladesh, che nel 2025 ha ricevuto 258,18 milioni di euro dalla Lombardia. Seguono le Filippine con 196,58 milioni e il Perù con 156,46 milioni. Oltre la soglia dei 100 milioni di euro si collocano anche Marocco, India, Pakistan e Sri Lanka.

La crescita delle rimesse rappresenta un indicatore utile per osservare le trasformazioni sociali ed economiche dei territori. Se da una parte conferma il radicamento delle comunità straniere nel tessuto produttivo lombardo, dall’altra mette in luce dinamiche molto differenti tra province vicine. Nel caso di Lecco e Sondrio, i numeri raccontano due traiettorie opposte: la prima registra l’incremento più contenuto della regione, mentre la seconda si colloca tra le realtà più dinamiche della Lombardia. Un dato che offre nuovi spunti per interpretare l’evoluzione del lavoro e della presenza migratoria nelle aree alpine del territorio lombardo.

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