Salone del mobile
L’anima di Cantù splende a Raritas

Il debutto La Permanente Mobili nel nuovo spazio riporta in luce i progetti nati dai concorsi degli anni ’50

Raritas, lo spazio inedito del Salone, è quest’anno al suo debutto. In scena pezzi unici, storici, di alto artigianato, alcuni sono interpretazioni contemporanee, altri antichità che le diverse gallerie hanno scelto per la vetrina milanese. Si rappresenta un aspetto prezioso della produzione dell’arredo che mancava, ora quel vuoto è stato colmato al padiglione 9 di Fiera Milano Rho dono sono ospiti 25 espositori, una costellazione internazionale di nomi quali Nilufar, Collectional, Salviati x Draga and Aurel, Mouromtsev Design Editions, Mercado Moderno, Bianco67 e Brun Fine Art.

In questo contesto ha trovato spazio lo stand di La Permanente Mobili Cantù, un’istituzione che esprime storia e stile del territorio canturino, che presenta Selettiva for All, una collezione che riporta in produzione una serie di arredi sviluppati a partire dai concorsi della Selettiva del Mobile, aggiornandone processi e finiture secondo standard contemporanei.

« La Permanente Mobili Cantù è un consorzio, quindi un’associazione di aziende che lavorano nel mondo del mobile fondata nel 1893 e che dall’anno scorso ha scelto di rieditare alcuni pezzi storici della sua collezione formata nel corso del tempo – spiega Chiara Molinari dello studio Manitu Design che segue la direzione creativa de La Permanente – in particolare tra gli anni 50 e 60, attraverso dei concorsi che si chiamavano “La Selettiva” cui partecipavano designer internazionali emergenti. Nomi che negli anni sono poi diventati celebri come Ilmari Tapiovaara. Oggi è stata presentata in Salone Raritas parte della collezione “La Selettiva for All proprio su Ilmari Tapiovaara. In mostra ci sono divano, tavolino e poltrona che sono dei pezzi rieditati, mentre la libreria è un pezzo originale degli anni 60».

L’obiettivo di Salone Raritas è creare un punto di riferimento autorevole per il mercato professionale del progetto: connettere gallerie e designer con decision maker internazionali, offrendo una piattaforma chiara, selettiva e di alta qualità in cui scoprire e acquisire opere e arredi da collezione. Qui la rarità diventa metodo: un ponte diretto tra produzione creativa speciale e domanda evoluta.

Uno spazio non condizionato dai grandi numeri, alcune sono delle selezioni, altri dei pezzi unici,. «Nel caso de La Permanente c’è dietro ogni arredo la possibilità costruttiva delle aziende che ne fanno parte – specifica Chiara Molinari - ci sono dei tempi da rispettare, ovviamente, per il fatto che sono pezzi artigianali. Molti sono su misura o comunque, se richieste, vengono realizzate delle personalizzazioni ad hoc. In ogni caso la collezione si inserisce in Raritas perché i pezzi fanno parte di una selezione accurata, un po’ al di fuori delle dinamiche del prodotto contemporaneo. Credo stia emergendo sempre più il desiderio di pezzi unici».

A completare il percorso di Raritas, Sabine Marcelis firma uno special project che condensa luce, materia e percezione in un gesto preciso. Questo spazio del Salone non è una categoria del lusso, ma un progetto culturale che mette a fuoco identità, provenienze e visioni e fa dell’oggetto un atto di linguaggio nel presente.

«Il Salone ha sempre avuto la missione di leggere il contesto contemporaneo. Raritas è l’evoluzione naturale: risponde a una domanda che i nostri visitatori, parliamo di centinaia di migliaia di persone, pongono già da tempo. Vedere pezzi del Settecento accanto al design contemporaneo è una sorpresa, ma non è un salto nel buio – ha detto Annalisa Rosso, curatrice del Salone Raritas – l’intenzione è stata di permettere a un gruppo di espositori selezionati, tra antiquari d’eccellenza, craft internazionale e gallerie di collective design, di intercettare interlocutori che solitamente non si raggiungono in modo diretto».

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