Seval, impianto da 30 milioni per il riciclo delle batterie al litio. «Intervento strategico»
Ieri a Colico il taglio del nastro alla presenza anche del ministro Gilberto Pichetto Fratin. «Tutela dell’ambiente e crescita industriale coesistono»
Lettura 1 min.Colico
Seval ha inaugurato ieri pomeriggio a Colico il nuovo stabilimento produttivo dedicato al trattamento delle batterie agli ioni di litio e al recupero delle materie prime strategiche, destinato a rappresentare uno dei più avanzati poli industriali europei del settore e a completare il più importante investimento nella storia del Gruppo.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito di un piano industriale da oltre 30 milioni di euro, rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo di una filiera nazionale dedicata al recupero di litio, cobalto, nichel, rame e alluminio, materiali strategici per la mobilità elettrica e l’industria manifatturiera.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dell’Eurodeputato, Massimiliano Salini e del sindaco di Colico, Monica Gilardi, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, delle associazioni di categoria, degli stakeholder e della stampa nazionale. La cerimonia, moderata dalla giornalista del TG1 Giancarla Rondinelli, è stata aperta dagli interventi del direttore generale di Seval, Alfredo Ardenghi e del presidente di Motus-E, Fabio Pressi, cui sono seguiti gli interventi istituzionali.
Con il nuovo sito di Colico, Seval consolida un percorso di crescita iniziato negli anni Ottanta come impresa familiare specializzata nella realizzazione e manutenzione di linee elettriche ad alta tensione e progressivamente evolutosi in un modello industriale integrato dedicato alla gestione dei rifiuti elettronici e delle batterie.
Oggi il Gruppo rappresenta una delle principali realtà italiane dell’economia circolare, con circa 500 collaboratori, 9 stabilimenti produttivi, un fatturato di circa 130 milioni di euro e tratta oltre 180.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. «Si tratta di un impianto innovativo, che guarda avanti a quello che sarà un settore di sviluppo enorme nei prossimi anni. Noi ci stiamo elettrificando e dobbiamo spingere sull’elettrificazione, che significa case più salubri e industria meno emittente. È una sfida di ordine ambientale quella che abbiamo di fronte. Dimostra che la transizione può e deve diventare una grande politica industriale».
È il messaggio lanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. «Recuperare litio e materie prime critiche significa ridurre le nostre dipendenze dall’estero e rafforzare la sicurezza strategica ed energetica dell’Italia», ha sottolineato il ministro, evidenziando uno dei nodi centrali della transizione: evitare che alla dipendenza dai combustibili fossili si sostituisca una nuova dipendenza dai fornitori stranieri di minerali indispensabili alle tecnologie del futuro. La crescente diffusione delle auto elettriche e dei sistemi di accumulo porterà nei prossimi anni una quantità sempre maggiore di batterie a fine vita. Recuperare i materiali contenuti al loro interno significa quindi trasformare un problema ambientale in una risorsa industriale, riducendo il ricorso a materie prime vergini e aumentando la capacità europea di approvvigionarsi di materiali strategici. La sfida, secondo Pichetto, è tenere insieme i diversi obiettivi della transizione. «La transizione ambientale funziona se tiene insieme tutela dell’ambiente, crescita industriale e sicurezza degli approvvigionamenti», ha affermato, indicando questa come la direzione che il Governo intende perseguire.
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