Sondrio: segnali positivi per il sistema economico

Il secondo trimestre 2026 mostra un aumento delle attività e un calo delle cessazioni. Trainano servizi, costruzioni e agricoltura.

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Sondrio

Segnali positivi dal secondo trimestre del 2026 per il sistema economico valtellinese. Aumentano infatti sia le imprese registrate sia quelle attive, mentre il tasso di cessazione scende su livelli più fisiologici. A trainare la dinamica provinciale sono soprattutto gli altri servizi, le costruzioni, le attività di alloggio e ristorazione e l’agricoltura. È quanto emerge dall’analisi statistica trimestrale di Infocamere, elaborata sulla base degli archivi delle Camere di commercio italiane relativi all’anagrafe delle imprese.

In provincia di Sondrio, al 30 giugno di quest’anno, le imprese registrate sono 13.797, in aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Quelle attive raggiungono quota 13.092, con una crescita dello 0,7%, in linea con l’andamento regionale.

Sul fronte della natalità e mortalità d’impresa, il tasso di iscrizione si attesta all’1,3%, un valore coerente con quelli storicamente registrati nel periodo e leggermente inferiore all’1,6% della Lombardia. Più significativo il dato relativo alle cessazioni: il tasso scende allo 0,8%, contro il 2,2% regionale.

«La crescita delle imprese registrate e attive, insieme al ritorno del tasso delle cessazioni su livelli più fisiologici, conferma la tenuta del nostro tessuto imprenditoriale in una fase ancora complessa – sottolinea Loretta Credaro, presidente della Camera di commercio di Sondrio –. È una fase che seguiamo nella sua evoluzione, spesso di difficile lettura, e nelle sue ripercussioni sull’economia, che si manifestano con puntuale evidenza. Manteniamo alta l’attenzione e continuiamo a sostenere le nostre imprese nei percorsi di consolidamento, competitività e adattamento ai cambiamenti del mercato».

A livello settoriale, gli altri servizi, riclassificati secondo la nuova codifica Ateco 2025, rappresentano il comparto più consistente e dinamico del sistema imprenditoriale provinciale. La categoria comprende, tra gli altri, trasporti, servizi professionali, ICT, attività finanziarie e immobiliari e servizi alle imprese e alle persone. Le imprese registrate in questo settore rappresentano il 29,2% del totale provinciale, una quota in costante crescita.

Positiva anche la dinamica delle costruzioni, che registrano un tasso di iscrizione dell’1,7%, superiore all’1,5% regionale, a fronte di un tasso di cessazione dello 0,5%, contro l’1% lombardo.

Segnali favorevoli arrivano anche da alloggio e ristorazione: il tasso di iscrizione è dell’1%, rispetto allo 0,9% regionale, mentre quello di cessazione si ferma allo 0,6%, nettamente al di sotto dell’1,1% lombardo. In crescita anche l’agricoltura, con un tasso di iscrizione dello 0,7%, sostanzialmente in linea con lo 0,6% regionale.

Più complessa, invece, la situazione per commercio e manifatturiero. Nel commercio le cessazioni prevalgono sulle nuove iscrizioni: il tasso di cessazione è dell’1,1%, in linea con quello lombardo, mentre il tasso di iscrizione è dello 0,5%, contro lo 0,8% regionale. Nel manifatturiero il tasso di cessazione è dello 0,9%, come in Lombardia, mentre le nuove iscrizioni si fermano allo 0,4%, contro lo 0,6% regionale.

Il confronto con la Lombardia mette in evidenza le caratteristiche peculiari del sistema economico provinciale. In Valtellina pesa molto di più l’agricoltura, che rappresenta il 14,3% delle imprese registrate, contro il 4,4% regionale. Ancora più marcata la differenza nel comparto dell’alloggio e ristorazione, che raggiunge il 13,7% delle imprese provinciali, quasi il doppio rispetto al 6,7% della Lombardia.

Al contrario, gli altri comparti hanno un peso inferiore rispetto alla media regionale. La differenza più evidente riguarda gli altri servizi, che rappresentano il 29,2% delle imprese registrate in provincia, contro il 40,6% della Lombardia.

Nonostante una composizione settoriale diversa, la provincia di Sondrio mantiene stabile all’1,5% la propria quota sul totale delle imprese registrate in Lombardia.

La fotografia del secondo trimestre è positiva anche per il comparto artigiano. Le imprese artigiane registrate sono 4.061, in aumento dello 0,9% rispetto all’inizio del 2026. Le imprese attive sono 4.057, anch’esse in crescita dello 0,9%. Il settore principale resta quello delle costruzioni, che rappresenta il 41,8% delle imprese artigiane provinciali. Seguono gli altri servizi, con il 33,7%, e il manifatturiero, con il 20%.

Nel secondo trimestre i tassi di iscrizione più significativi dell’artigianato si registrano proprio nelle costruzioni, con il 2,4%, e negli altri servizi, con l’1,4%. In entrambi i casi le nuove iscrizioni superano le cessazioni. Nel manifatturiero artigiano, invece, iscrizioni e cessazioni risultano sostanzialmente in equilibrio.

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