Economia / Sondrio e cintura
Lunedì 02 Marzo 2026
Sondrio, la crisi in Medio Oriente può pesare su energia e mercati
L’aumento del costo dell’energia e la chiusura dello stretto di Hormuz potrebbero avere un impatto significativo sull’economia locale, mettendo a rischio l’export.
Sondrio
La crisi in Medio Oriente non è una notizia lontana, confinata ai media internazionali. Può avere effetti concreti anche sull’economia valtellinese. E la preoccupazione, ammette senza giri di parole Loretta Credaro, è già palpabile sul territorio.
«A parte i timori che abbiamo – esordisce la presidente della Camera di commercio di Sondrio – perché ci sono tanti convalligiani che sono a Dubai e sono estremamente preoccupati, stiamo cercando di capire quali potranno essere gli impatti reali sul nostro territorio».
Alla domanda su quanto il conflitto possa influire sull’economia locale, Credaro non nasconde l’incertezza del momento. «Stiamo a vedere quali potrebbero essere gli impatti, ma già domenica sera si pensava a un aumento del prezzo del petrolio. E questo – sottolinea – vuol dire automaticamente aumento del costo dell’energia».
Un effetto domino che rischia di colpire direttamente il sistema produttivo provinciale. «Se cresce il costo dell’energia, cresce tutto ciò che incide sul nostro settore manifatturiero. E non solo», rimarca. Perché l’energia è una componente fondamentale per tutte le attività, dall’industria ai servizi.
Il timore non riguarda soltanto i costi. C’è anche il nodo dei mercati esteri, specialmente subito dopo il termine delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, una vetrina privilegiata per la Valtellina. «In un momento in cui stiamo pensando di esportare ancora di più i nostri prodotti, una chiusura di questi mercati è fondamentale», afferma con chiarezza.
A pesare è anche la situazione legata alla situazione particolare dello stretto di Hormuz. «Con la chiusura, a quanto pare, dello stretto, ci sono petroliere e navi ferme», spiega. «Questo significa rallentamenti, costi che aumentano e prodotti che inevitabilmente ne risentono in maniera significativa».
Uno scenario fluido, che cambia di ora in ora. «Noi stiamo controllando tutti i dati – assicura Credaro –. Monitoriamo l’andamento dei mercati, i prezzi, le possibili ripercussioni. In questo momento possiamo solo incrociare le dita».
L’auspicio è condiviso da tutto il mondo economico locale: «Speriamo che questa situazione finisca al più presto, nel miglior modo possibile, senza avere grosse ripercussioni». Perché quando si muovono equilibri internazionali così delicati, anche un territorio apparentemente lontano può subirne le conseguenze.
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