Sondrio, l’industria rallenta ma l’economia tiene: volano artigianato e servizi

Produzione industriale a -1,2%, ma crescono fatturato, export e occupazione. Artigianato e servizi corrono oltre la media lombarda, mentre il commercio guarda al futuro con fiducia.

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Sondrio

Sondrio rallenta nell’industria, ma non si ferma. E a tenere in movimento l’economia provinciale sono soprattutto artigianato e servizi, entrambi in crescita più della media lombarda. Pur in un contesto internazionale complesso, dunque, le imprese valtellinesi riescono a mantenere competitività. È questa la fotografia del secondo trimestre 2026 scattata dall’Osservatorio economico sulle dinamiche settoriali della provincia: un trimestre con qualche ombra, soprattutto sul fronte della produzione industriale, ma anche con diversi segnali che invitano all’ottimismo. Un quadro che porta la presidente della Camera di commercio di Sondrio, Loretta Credaro, a parlare di un’economia provinciale «complessivamente solida».

Il dato più evidente è quello dell’industria, dove la produzione arretra dell’1,2% rispetto a un anno fa, mentre in Lombardia cresce del 2,1%. Ma dietro il segno meno ci sono numeri che raccontano una situazione comunque solida: il fatturato industriale aumenta del 5,6%, gli ordini esteri del 2,2% e la quota di fatturato realizzata sui mercati internazionali sale dal 12,5% al 18,1%. E soprattutto crolla il ricorso alla Cassa integrazione: le ore autorizzate dall’Inps passano dalle circa 229mila del primo trimestre alle 50mila del secondo. A dare la spinta maggiore al sistema provinciale sono però artigianato e servizi. La produzione manifatturiera artigiana cresce del 4,6%, contro il +2% regionale. Segno più anche per il fatturato (+5,3%) e gli ordini interni (+3,2%). La domanda estera registra una lieve flessione (-0,9%), ma aumenta la quota di fatturato realizzata oltre confine, che raggiunge l’8,7%. Sostanzialmente stabile l’occupazione, con un saldo tra ingressi e uscite pari a -0,2%.

Più prudenti le aspettative per i prossimi mesi: prevalgono indicazioni moderatamente negative per produzione, fatturato, domanda estera e occupazione, mentre risultano positive quelle relative alla domanda interna. Anche il fatturato dei servizi sale più della media lombarda: +4,7% contro il +2,9%. I prezzi di vendita aumentano del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la variazione rispetto al trimestre precedente rallenta al +0,5%. Positivo anche il quadro occupazionale, con un saldo tra ingressi e uscite pari al +1,6%, nonostante un rallentamento dei flussi in ingresso rispetto allo scorso anno. Le imprese dei servizi guardano inoltre con fiducia ai prossimi mesi: le aspettative sono positive sia per il fatturato (+9,1 punti) sia per l’occupazione (+1,8 punti). Anche nel commercio al dettaglio prosegue il percorso di miglioramento, con il fatturato in crescita dell’1,2% su base annua. I prezzi di vendita aumentano dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,5% rispetto a un anno prima. Le scorte sono giudicate adeguate dall’80% delle imprese, mentre il saldo degli ordini ai fornitori, pur ancora negativo (-2,0%), risulta in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti. Buoni anche i segnali provenienti dal mercato del lavoro: il saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita raggiunge il +2,4%. Incoraggianti, infine, le aspettative per il prossimo trimestre, che risultano positive sia per il fatturato (+11,8 punti) sia per l’occupazione (+7,8 punti), a dimostrazione di una crescente fiducia degli operatori del comparto.

«Particolarmente significativi sono i risultati dell’artigianato e dei servizi, che crescono a ritmi superiori alla media regionale, così come i segnali positivi provenienti dal commercio – commenta Credaro -. Anche per l’industria, accanto al rallentamento della produzione, emergono elementi incoraggianti. In un contesto internazionale ancora difficile, questi dati confermano la capacità delle imprese valtellinesi di reagire. Sarà importante continuare a sostenere investimenti, innovazione e apertura ai mercati, leve fondamentali per consolidare la crescita».

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