Economia / Sondrio e cintura
Martedì 29 Settembre 2026
Sondrio, nonostante il caro energia le imprese restano positive
La bolletta pesa sui bilanci delle micro e piccole aziende, ma le previsioni restano positive: nel 2026 il 27,5% delle imprese stima un aumento del fatturato e il 19,8% dell’export.
Lettura 2 min.Sondrio
Nei giorni scorsi Confartigianato ha lanciato l’allarme per l’aumento dei costi energetici, che incidono pesantemente su imprese e famiglie. In provincia di Sondrio ha stimato in 15 milioni di euro l’extracosto dell’elettricità sostenuto dalle micro e piccole imprese rispetto alla media europea. Ma, nonostante le tensioni internazionali e il caro energia, molte aziende restano positive sul futuro: per il 2026, il 27,5% delle imprese prevede una crescita del fatturato di almeno il 3%, il 19,8% un aumento dell’export e il 15,8% dell’occupazione. La fiducia si estende al 2027: il 25,9% stima un incremento del giro d’affari, il 20,6% delle esportazioni e il 13% degli occupati. Le previsioni emergono da un’indagine condotta da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne su circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con un numero di addetti compreso tra 5 e 499, comprese dunque le piccole realtà che contraddistinguono il tessuto economico provinciale. I dati sono nazionali, e non descrivono direttamente le aspettative delle aziende sondriesi, ma offrono una chiave di lettura anche per il territorio: il costo dell’energia pesa sui conti, senza spegnere necessariamente i progetti di crescita. Le imprese guidate da giovani sono le più fiduciose.
Per il 2026, il 37,6% prevede un aumento del fatturato, il 34,8% delle vendite all’estero e il 24,3% dell’occupazione. Per il 2027 le quote sono rispettivamente del 33,3%, del 34,1% e del 21,4%, sempre superiori alla media del campione. La bolletta resta tuttavia una preoccupazione per più del 70% delle aziende. Tra queste, il 43,4% si aspetta che l’aumento dei costi energetici riduca i margini di profitto. È un problema particolarmente concreto a Sondrio: secondo le stime diffuse da Confartigianato, i 15 milioni di extracosti elettrici per le micro e piccole imprese equivalgono allo 0,22% del Pil provinciale, contro lo 0,14% della Lombardia e lo 0,17% della media nazionale. «Le imprese sembrano aver imparato a convivere con la situazione di incertezza permanente del quadro internazionale, reagendo con maggiore rapidità e adattando le proprie strategie a uno scenario in continua evoluzione» osserva il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. La fiducia degli imprenditori, aggiunge, si è mantenuta sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni, dopo la flessione registrata nel 2022 in seguito allo scoppio della guerra russo-ucraina.
Non tutte le aziende, però, vedono un segno più. Per il 2026, il 20,1% prevede un calo del fatturato, mentre oltre la metà conta di mantenerlo stabile. Nel 2027 la quota di chi stima una flessione scende al 7,1%, ma cresce quella di chi non sa ancora cosa aspettarsi, pari al 16,7%. Il 50,4% prevede ricavi invariati. Una parte della risposta ai costi passa dagli investimenti. Nel triennio 2026-2028 il 36,1% delle imprese ha in programma interventi green, anche per risparmiare energia, e il 38% intende investire nelle tecnologie digitali 4.0. L’intelligenza artificiale è già entrata nei piani di più di un’azienda su cinque: il 21,8% vi ha investito tra il 2023 e il 2025 o prevede di farlo entro il 2028. Per la provincia di Sondrio la sfida è chiara: continuare a cercare occasioni di crescita nonostante i rincari che sulle piccole aziende che formano il tessuto economico locale hanno un impatto fortissimo.
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