Sondrio: Stai2 per un turismo accessibile e inclusivo

Il progetto, promosso da Stato e Regione, coinvolge cinque comuni. Prevede opere, formazione del personale e tirocini per l’inserimento lavorativo.I lavori in Valtellina si concluderanno entro il 2027.

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Sondrio

Rendere il turismo accessibile intervenendo su percorsi e su strutture, ma anche creare opportunità di lavoro e preparare chi accoglie i visitatori.

È su questi tre fronti che si muove Stai2, Servizi per un turismo accessibile e inclusivo, il progetto che vede la Provincia di Sondrio al fianco di quella di Pavia, ente capofila con l’obiettivo di creare una cultura dell’accoglienza e lasciare un’eredità oltre i Giochi di Milano Cortina 2026.

Promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il ministro per le Disabilità, e dalla Regione Lombardia, il progetto è stato presentato ieri mattina a palazzo Muzio alla presenza di istituzioni, amministratori, progettisti e associazioni.

Al tavolo il presidente della Provincia Davide Menegola, l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini e Giuseppe Bufalino, direttore generale della Provincia di Pavia, in rappresentanza del presidente Giovanni Palli. Presente anche Stefania Confeggi, responsabile unico del progetto per la Valtellina.

«L’obiettivo è rendere il turismo un’esperienza realmente fruibile da tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, sensoriali o cognitive – ha detto Lucchini -. Una prospettiva che riguarda gli itinerari naturali e culturali, l’offerta enogastronomica e quella sportiva. La provincia di Sondrio rappresenta un territorio strategico, sempre più apprezzato per l’eccellenza nei servizi e nell’ospitalità, e investire sul turismo accessibile è una garanzia di valore per l’intera filiera».

La sfida coinvolge l’intero sistema dell’accoglienza. Alle opere, realizzate in cinque comuni della provincia, si affiancano la formazione del personale degli Info Point e i percorsi di tirocinio per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità: cinque quelli già attivi e altrettanti quelli che lo stanno per essere. «Per noi accessibilità significa garantire a ogni persona il diritto di scoprire, conoscere e vivere pienamente il territorio – ha aggiunto l’assessore -. Significa anche promuovere nuove opportunità di lavoro e rafforzare una cultura dell’inclusione che coinvolga operatori turistici, istituzioni e cittadini».

Menegola ha sottolineato il valore della collaborazione tra enti nel portare risorse nelle realtà più piccole: «Stai2 dimostra che quando Stato, Regione e Province lavorano insieme, le risorse arrivano anche nei piccoli Comuni, che da soli faticherebbero a intercettarle». La Provincia di Sondrio ha partecipato anche con fondi propri, per mettere a sistema gli interventi. «Nella nostra Valle contraddistinta da distanze e dislivelli che rendono tutto più complesso – ha sottolineato - l’accessibilità riguarda tutti, non soltanto chi ha disabilità, ma anche chi vive nei comuni più piccoli e isolati».

Un progetto importante supportato da oltre sei milioni di euro, che prevede ventuno azioni e venti tirocini per un coordinamento che Bufalino ha definito quanto mai complesso. «Questi numeri contano soltanto se diventano un sentiero percorribile, un servizio che accoglie, un posto di lavoro» ricorda il presidente pavese Palli.

Il progetto partito a metà 2025 proseguirà per tutto il 2027. I lavori in Valtellina procedono con tempi diversi, ma tutti gli interventi saranno conclusi per tempo. Sul fronte del lavoro, nelle prossime settimane la Provincia di Sondrio comunicherà il calendario dei tirocini e le modalità della manifestazione di interesse rivolta al territorio.

Un collegamento ciclopedonale in Val Masino, un sentiero nel bosco a Tartano, spazi per le attività lungo l’Adda e nuovi servizi sul Sentiero Valtellina. Gli interventi sondriesi di Stai2 coinvolgono cinque Comuni e affrontano esigenze diverse ma con lo stesso obiettivo di ampliare le possibilità di accesso e fruizione del territorio. È stata Stefania Confeggi, responsabile unico del progetto per la Valtellina, a illustrarli.

In Val Masino il percorso tra Sasso Remenno e San Martino collegherà una zona periferica alla rete pedonale esistente. Il tracciato sarà lungo circa un chilometro e cento metri, largo due metri e con pendenze contenute, per agevolare anche il passaggio delle persone in carrozzina. Dopo l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, è in corso la progettazione esecutiva.

A Tartano si interverrà su un sentiero esistente nel bosco, lungo il torrente, inserito negli itinerari dedicati a suor Maria Laura Mainetti. La natura montana del percorso impone dei limiti: l’obiettivo è eliminare gli ostacoli e facilitarne la percorrenza, anche con accompagnamento, per persone con disabilità, anziani e famiglie con bambini.

A Forcola l’abbattimento delle barriere architettoniche interessa un edificio scolastico dismesso, con ascensore e servizi accessibili. Gli spazi saranno affidati ad associazioni per attività turistiche e inclusive. A Piateda l’intervento riguarda l’accesso all’acqua, con un collegamento e un approdo per consentire anche alle persone con disabilità di salire su un gommone.

A Talamona è prevista una struttura collegata al Sentiero Valtellina, con uno spazio polivalente per l’accoglienza e un blocco di servizi igienici. Opere che traducono sul territorio il principio richiamato dal presidente della Provincia Davide Menegola: «L’accessibilità non è un costo: è qualità dell’offerta turistica, è lavoro, è dignità».

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