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Domenica 08 Novembre 2026
Lecco, poker da sogno: la Juve Next Gen si inchina
Casarotto apre la strada, Capello e Manetti affondano i bianconeri, Murillo completa la festa.Quindici reti nelle ultime tre gare e un successo casalingo che mancava da settembre: i blucelesti rilanciano le ambizioni playoff.
Lettura 2 min.Lecco
Il Lecco si ripete, finalmente, anche in casa con una prestazione tutta palleggio ma anche efficacia sotto porta.
Complice anche una Juventus Next Gen ingenua e più pronta in fase offensiva che difensiva, completamente da rivedere. In avanti i bianconeri sfiorano il pareggio in finale di primo tempo ma poi crollano a inizio ripresa e da allora non c’è assolutamente storia. Primo marcatore era stato Casarotto, indiavolato nel cercare la rete a inizio gara.
Un gol di rara bellezza il suo e fatto tutto dall’ex centravanti dell’Entella. Poi erano arrivati gli ultimi 10’ di sofferenza in un primo tempo dove, però, il Lecco ha dominato la frazione con un palleggio assoluto. Alla fine saranno i soli dieci minuti in cui la Juventus fa vedere di avere dei buoni numeri in avanti.
Ma dietro la difesa a tre, non aiutata dal centrocampo, sulle verticalizzazioni blucelesti sbanda più volte paurosamente lasciando a VanAarle e Carboni il ruolo di capri espiatori della disfatta. Ma hanno poche colpe se li si lascia soli a fare scherma con gli avanti blucelesti negli “one on one”.
Fatto sta che a inizio ripresa, quasi allo stesso minuto del primo, arriva il raddoppio di Capello su grande azione personale di Pellegrino che ruba palla a Carboni, poi supera anche Mangiapoco ma viene fermato sulla linea da Ripani. Sulla ribattuta lo squalo Capello è implacabile e firma il 2 a 0. Passano pochi minuti e Manetti sfrutta un contropiede partendo solo dalla propria metà campo, dribblando Mangiapoco e insaccando nella porta oramai vuota.
Il 4 a 0 è bello perché manda in rete Alex Murillo che aspettava questa rete da due mesi, dal suo arrivo: pallone caparbiamente rubato al portiere, tirato sulla traversa da due passi da Urso, e ribadito in rete proprio dall’ispano colombiano che festeggia con la lingua fuori. Grande festa per lui da parte dei compagni, a dimostrazione che il gruppo è solido e solidale. Insomma, una bella immagine.
E nelle ultime tre partite il Lecco ha segnato 15 gol, una media di tre a partita. Ma la notizia è che domenica ha vinto in casa, cosa che non gli riusciva da settembre quando aveva battuto di misura e non senza fatica la Giana Erminio.
Questa vittoria è tutt’altra storia: una partita dominata, con una piccola pausa dal 35’ al 45’ del primo tempo e un possesso palla in faccia alla Juventus che non ammette repliche. Anche perché, particolare non secondario, la Juventus fino a ieri era la squadra che teneva di più il possesso della sfera con percentuali superiori al 60 per cento.
Certo, si era capito che i bianconeri dietro non fossero imperforabili ma si aspettava un altro tipo di partita da parte della squadra di Brambilla che, praticamente, non c’è mai stata se non a sprazzi. Una vittoria che rilancia il Lecco nelle prime posizioni della graduatoria e riaccende sogni di gloria in prospettiva play-off anche perché se il Lecco riuscirà non tanto a segnare tutti questi gol, ma a mantenere questa imbattibilità difensiva, allora potrà sicuramente dire la sua anche in partite più probanti. Anche se è oramai certificato: se con il Lecco non ti chiudi ermeticamente, il suo gioco rischia di farti davvero male. L’ex bluceleste Ismail Konate, entrato negli ultimi minuti, lo sa bene.
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