Lecco, sugli spalti è da podio: il Rigamonti Ceppi è il secondo più pieno del Girone A

Con il 43,7% dei posti occupati, il Rigamonti Ceppi è il secondo stadio più “pieno” del Girone A di Serie C, dietro soltanto al Briamasco di Trento. Nelle prime sei gare interne la media è di 2.387 spettatori, per 14.322 presenze complessive: il Lecco è terzo anche in questa graduatoria

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Lecco

C’è un primato che non finisce sui tabellini di fine gara ma che per i tifosi del Lecco può valere quanto un gol in zona Cesarini: quello dell’utilizzo dello stadio. Nel Girone A di Serie C, il Rigamonti-Ceppi è il secondo impianto più “pieno” di tutto il raggruppamento, con il 43,7% dei posti occupati. Nessuno, oltre al Briamasco di Trento, tra le venti piazze del girone, riesce a fare meglio.

Il dato racconta di una tifoseria che risponde presente anche se i risultati sul campo non sono quelli sperati. Su una capienza di 5.500 posti, la media è di 2.387 spettatori a partita, per un totale di 14.322 presenze nelle sei gare casalinghe disputate finora. Numeri che vanno letti in proporzione: la media generale del girone è di 1.452 spettatori, quasi mille in meno rispetto a quella bluceleste. Il Lecco, insomma, non si limita a riempire il proprio stadio meglio degli altri: lo fa con un margine che pesa. Certo, il Briamasco di Trento si prende il primato con un 45% netto, mentre il terzo gradino del podio — il Piercesare Tombolato di Cittadella — scivola già al 31,2%. Un divario di oltre dodici punti che certifica la netta separazione tra Trento, Lecco e il resto della compagnia.

C’è poi il secondo primato, quello che dice della capacità di trascinare gente allo stadio in termini assoluti. Con 14.322 presenze complessive, il Lecco chiude al terzo posto del girone, anche se la vetta è molto lontana: davanti ha infatti l’imprendibile Brescia con 53.234 spettatori e poi l’Omobono Tenni di Treviso (con 14.408); appena dietro ai blucelesti c’è il Piercesare Tombolato di Cittadella con 14.260 totali. Il distacco dal secondo posto è di appena 86 spettatori: un dettaglio, considerando che si parla di sei partite. Basti pensare al Novara, che con un Silvio Piola da 17.875 posti — più di tre volte e mezzo il Rigamonti-Ceppi — ha raccolto 8.571 presenze totali e un utilizzo del 9,6%.

Numeri che rendono ancora più significativo il risultato del Lecco, costretto a fare i conti con uno degli impianti più contenuti tra quelli in vetta alla graduatoria. Dietro il podio, la classifica dell’occupazione disegna un girone a più velocità. L’AlbinoLeffe Stadium si ferma al 28,8%, l’Omobono Tenni di Treviso al 25,5%, il Silvio Piola di Vercelli — quello della Pro — al 25,0%. Poi la discesa diventa ripida: il Comunale Città di Gorgonzola dell’AS Giana Erminio al 21,8%, il Voltini di Pergolettese al 17,4%, lo Sportitalia Village di Carate Brianza al 16,8%, il Sandro Cabassi di Carpi al 14,7%. Ancora più giù l’Alcione Milano al 10,9% e il Città di Meda-Mino Favini del Renate al 10,1%, con il Silvio Piola di Novara al 9,6%. In fondo alla graduatoria il Tullio Saleri di Lumezzane (7,0%), il Comunale Gino Corioni di Ospitaletto (6,5%) e la Juventus Next Gen, ultima al 4,1% su 5.827 posti disponibili.

Nel complesso il Girone A ha totalizzato 159.756 presenze su 110 partite interne, con una media di 1.452 spettatori a gara. È lo sfondo su cui risalta la stagione del Lecco sugli spalti: un club che, pur non potendo contare su un impianto dalle grandi dimensioni, si ritrova con il secondo stadio più pieno del girone e con il terzo pubblico più numeroso in valore assoluto. Un doppio primato che, in una categoria dove gli incassi e l’entusiasmo contano tanto quanto i punti, vale più di una semplice statistica. E immaginiamoci se vincesse, cosa potrebbe succedere.

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