Cronaca / Circondario
Venerdì 26 Giugno 2026
A Calolziocorte niente “zona rossa”
La richiesta del Comune resta in sospeso: per tutta l’estate saranno intensificati i servizi ad alto impatto nelle aree più sensibili della città. A settembre la Prefettura rivaluterà la situazione per decidere se introdurre la “zona rossa”
Lettura 1 min.Calolziocorte
La “zona rossa” non arriverà, almeno per ora, a Calolziocorte. La prefettura di Lecco ha infatti deciso di rinviato un’altra volta l’istituzione della misura richiesta tre mesi fa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Ghezzi.
Per i prossimi tre mesi, da luglio a settembre, di conseguenza, Calolziocorte avrà una zona a vigilanza rafforzata, con servizi ad alto impatto mirati alle aree più critiche del territorio. A settembre si rivaluterà la situazione e si deciderà sul da farsi. La decisione è maturata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco Marco Ghezzi e dell’assessore Dario Gandolfi, che hanno sottoposto la questione sicurezza al prefetto Paolo Ponta e al questore Stefania Marrazzo. La prefettura parla di un «approccio graduale». Considerati i risultati già conseguiti grazie all’intensificazione dei controlli da parte dei carabinieri, a Lecco hanno deciso di procedere per gradi prima di arrivare alla misura più incisiva, con l’attivazione anche per la città della Valle San Martino della misura più drastica della “zona rossa”.
Come già l’anno passato, i servizi ad alto impatto saranno coordinati dalla Questura nelle zone indicate dall’amministrazione, che ha individuato quelle ritenute più sensibili. Le aree sottoposte a sorveglianza non sono state rivelate per ovvi motivi. Tuttavia è chiaro che nell’elenco rientrano tutte le strade attorno alla zona della stazione ferroviaria, sia verso la città sia verso l’Adda, così come quelle attorno alle case Aler di via Di Vittorio. A questo consistente numero di vie saranno poi aggiunti i controlli che riguarderanno locali pubblici o edifici dove si sospettano violazioni della legge.
Esattamente tra mesi fa, come si ricorderà, il sindaco Marco Ghezzi aveva richiesto l’istituzione della “zona rossa” non perché giudicasse non efficaci le misure adottate ma per consolidarne i risultati. Nella stessa direzione, sempre un anno fa, il Comune della Valle San Martino aveva richiesto l’impiego dei militari dell’esercito, attraverso il progetto “Strade sicure”. Per ora, tuttavia, non otterrà né l’uno né l’altro.
Ciononostante, il sindaco Marco Ghezzi si è dichiarato soddisfatto. «I servizi ad alto impatto hanno certamente funzionato. Volevamo la zona rossa per migliorare la situazione e eradicare completamente il fenomeno. Vedremo tra tre mesi, al termine dell’estate, se quanto fatto sarà stato sufficiente oppure servirà andare oltre». «Il nostro obiettivo - conclude il primo cittadino - è duplice. Da un lato vogliamo allontanare le figure che possono delinquere sul nostro territorio e dall’altro ridurre la percezione di insicurezza da parte dei cittadini che, nonostante gli innegabili miglioramenti, persiste».
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