Cronaca / Circondario
Lunedì 29 Giugno 2026
A Paré troppi surf e maranza. E per far attraccare il battello servono i carabinieri
La denuncia della Guardia costiera dopo un sabato di follia a Valmadrera: «Così non si può andare avanti»
Lettura 1 min.Valmadrera
«Siamo arrivati al punto che il pontile della Navigazione va letteralmente piantonato e il battello scortato attraverso il lago: sabato pomeriggio, per garantire l’attracco a Parè, abbiamo dovuto chiamare la pilotina dei carabinieri»: è un bilancio all’insegna della «preoccupazione», quello di Matteo Pasqua, presidente della Guardia costiera ausiliaria. «La fotografia di questo primo periodo della stagione è che, per la maggior parte, i problemi derivano dalla presenza di giovani di origine extracomunitaria che sconsideratamente si buttano da pontili e piloni senza conoscerne la pericolosità del lago e ignorando tutte le norme relative ai battelli. A Parè sabato abbiamo dovuto chiamare i carabinieri perché non smettono di lanciarsi dai piloni. Il fenomeno continua, anche a Mandello: appena si allontana il nostro gommone, subito si buttano, quindi - sottolinea Pasqua - non funziona più neppure la strategia (che era alla base della convenzione coi Comuni) di presidiare il pratone a Parè ed effettuare servizi in acqua per Lago Sicuro: invece, ormai, il gommone deve stare fisso davanti all’attracco quando arriva il battello: considerando anche il numero delle corse, è - per Pasqua - piuttosto assurdo.
Sabato poco dopo le 17 il nostro volontario a Parè ha dovuto chiamare i carabinieri perché ovviamente la Guardia costiera ausiliaria non ha i poteri delle Forze dell’ordine, ma nemmeno si può pensare che la pilotina dell’Arma sia in servizio a fare solo questo, e neanche noi. A Mandello - aggiunge Pasqua - mi hanno chiamato dal battello, sempre sabato, per l’attracco al pontile di un motoscafo: gli occupanti hanno scalato il pilone per andare a comprare le sigarette, lasciando lì la banca, come in un parcheggio. Da parte nostra - ribadisce Pasqua - è ben difficile diventare la scorta fissa del battello, oltre a vigilare sul pratone di Parè, da dove gli extracomunitari scavalcano il cancelletto del pontile per tuffarsi. Ovviamente, se sotto c’è la nostra barca, li fermiamo con un’azione a tenaglia coi volontari a terra presenti sull’area, ma sempre senza poter sanzionare, dunque con la necessità di chiamare le Forze dell’ordine se c’è resistenza. Cominciamo a pensare che la Navigazione debba a propria volta fare qualcosa: non si può solo delegare ai volontari - osserva Pasqua - e ai Comuni; inventato il biglietto unico battello-autobus, poi bisogna scortare la Navigazione altrimenti salta le fermate? Metta in sicurezza i pali o incrementi la recinzione».
Il rischio di non rispettare le fermate esiste però anche a causa di chi pratica sport acquatici. «I windsurf - fa il punto Pasqua - escono soprattutto la mattina presto e sono tanti in particolari condizioni di vento: ci è stato chiesto di anticipare il nostro servizio, ma non riusciamo a coprire 12 ore. Il problema peggiore sono comunque i kite surf, perché hanno una struttura diversa e perciò risultano molto più invasivi: la loro vela è grande, le corde sono lunghe e manovrare è molto complicato: sono loro che creano più problemi, a partire da Dervio, dove è pieno di kite, ma poi giù talvolta fino a Parè poiché dilagano in tutto il lago. Lo attraversano per intero senza problemi, anziché limitare le evoluzioni a metà».
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