Brivio: troppi velivoli a bassa quota.
Il sindaco: «Verificheremo»

Approda nelle istituzioni la petizione di un gruppo di cittadini contro la frequentata area di volo a Monte Marenzo. Il gestore: «Rispettiamo le regole»

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Brivio

Sorvoli a bassa quota sull’abitato, un’aviosuperficie sul territorio di Monte Marenzo e un Comune che non ha poteri diretti sul traffico aereo. È la situazione al centro dell’interrogazione presentata dalla minoranza di “Cambiamo Brivio” e discussa nell’ultimo consiglio comunale, dove il sindaco Federico Airoldi ha illustrato la risposta dell’amministrazione.

Il gruppo consiliare aveva chiesto conto dei voli a bassa quota segnalati dai residenti, riconducibili all’attività che si trova a Monte Marenzo. Nei giorni scorsi, era stata lanciata una petizione online per fermarne l’attività. I sostenitori affermano che ogni giorno nei cieli di Brivio passano centinaia di veicoli, anche a bassa quota. Per questo, chiedono verifiche sul rispetto delle regole. Interpellato, il gestore dell’aviosuperficie di Monte Marenzo ha assicurato il pieno rispetto delle regole ma ha preferito non rilasciare ulteriori commenti.

I sottoscrittori della petizione tuttavia non si fermano e hanno segnalato quella che a loro dire sarebbe un’attività fuori regola a diversi enti, dall’Enac al parco Adda Nord per arrivare al Comune e alla prefettura di Lecco. Proprio per questo, l’argomento è stato affrontato durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Brivio, su richiesta del gruppo di minoranza che ha depositato un’interrogazione. Il sindaco Federico Airoldi ha chiarito subito i limiti del ruolo comunale: verificare la regolarità dei voli o stabilire le rotte degli aeromobili non spetta al Comune, ma alle autorità aeronautiche competenti. Il sindaco può esercitare poteri contingibili e urgenti solo in presenza di situazioni di emergenza e pericolo ben definite. L’amministrazione non ha avviato contatti formali con Parco Adda Nord, Regione Lombardia o Enac. Ha tuttavia richiesto alla Prefettura di Lecco di fare da raccordo tra tutti gli enti coinvolti. L’obiettivo è evitare la frammentazione degli interventi tra soggetti con competenze diverse — aeronautiche, ambientali, di sicurezza — e favorire un esame organico delle segnalazioni ricevute. Una delle preoccupazioni sollevate dalla minoranza riguarda l’area sorvolata, che ricade nella Zona Speciale di Conservazione. Sul punto Airoldi ha osservato che le possibili interferenze con gli habitat e le specie tutelate richiedono approfondimenti tecnici specifici. Risulta infatti impossibile stabilire se un sorvolo a bassa quota provochi effettivamente un danno ambientale. Il comune si è comunque impegnato a portare avanti iniziative concrete. A cominciare dal coordinamento già richiesto alla Prefettura, proseguendo con la raccolta delle segnalazioni dei residenti, l’eventuale richiesta di chiarimenti all’Enac, il coinvolgimento degli enti ambientali e l’aggiornamento del consiglio qualora emergano fatti nuovi e significativi.

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