Cronaca / Circondario
Martedì 21 Aprile 2026
Calolzio, madre con figlia disabile costretta a salire le scale ogni giorno: appello per un cambio alloggio
Una donna residente in un alloggio Aler a Calolziocorte vive una situazione di forte disagio: senza ascensore, è costretta più volte al giorno a trasportare la figlia di 9 anni, disabile al 100%, su e giù per le scale. La risposta dell’ente è stata negativa per mancanza di soluzioni disponibili. Il caso ha suscitato la denuncia politica del capogruppo di Cambia Calolzio, che chiede un intervento più incisivo delle istituzioni locali
Calolziocorte
Due rampe di scale che ogni giorno si trasformano in ostacoli sempre più difficili da superare per una mamma di Calolziocorte, tre figli, una disabile al 100%, che vive in un appartamento Aler in via Di Vittorio al primo piano senza ascensore.
A denunciare un caso di grave ingiustizia sociale Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio, scenso in campo per cercare di far ottenere alla donna un appartamento più adatto alle sue esigenze.
Ogni giorno, per quattro volte, la donna è costretta a trasportare in spalla la figlia di 9 anni su e giù dalle scale. Quando non è lei a sobbarcarsi la fatica, è la figlia di 13 anni.
Tutta colpa della mancanza di ascensore, che costringono mamma e figlia a fatiche ogni giorno più dure. E che potrebbero essere alleviate se Aler mettesse a disposizione un appartamento raggiungibile con l’ascensore.
«Fino a qualche anno fa - racconta la mamma - vivevamo in un altro appartamento a Vercurago. Quando abbiamo fatto richiesta di alloggi all’Aler, ci hanno assegnato una prima casa nella frazione di Sala. Peccato fosse al quarto piano e senza ascensore. Abbiamo firmato per la rinuncia e ci hanno assegnato un’altra casa, in via Di Vittorio, al primo piano, 60 metri quadri per 5 persone ma senza ascensore. Abbiamo accettato ma i problemi restano».
Quando, poco tempo fa, la donna ha saputo che una casa accanto alla sua, al primo piano, ma servita da ascensore, si era liberata, ha avanzato richiesta di assegnazione.
Ha scritto una mail all’Aler spiegando di avere problemi di salute alle gambe, di dovere essere operata ma di essere costretta a rimandare dovendosi occupare di tre figli, una di 13 anni e due di 9.
Purtroppo, dopo qualche settimane di attesa, la risposta è stata negativa. «Al momento - si legge nella replica firmata dal responsabile dell’ufficio assegnazioni - non ci sono alloggi disponibili adeguati alle esigenze del suo nucleo famigliare».
Il presidente Corrado Rampelli conferma «che la signora ha presentato regolare richiesta di cambio alloggio, manifestando interesse per un appartamento recentemente resosi disponibile e dotato di ascensore e caratteristiche idonee». Ma ricordando pure «l’assegnazione degli alloggi non avviene su scelta diretta dell’utente, ma segue criteri oggettivi e graduatorie definite dalla normativa vigente».
Per Diego Colosimo, di fronte a una situazione così grave, «dall’amministrazione comunale ci si aspetterebbe una presa di posizione chiara, una pressione istituzionale forte», pur nella consapevolezza che «altri soggetti abbiano responsabilità nella gestione del patrimonio abitativo».
Secondo Cambia Calolzio, «un’amministrazione seria...si espone, incalza, sollecita, costruisce soluzioni, difende i propri cittadini, soprattutto quando si tratta delle persone più fragili». Invece, nell’atteggiamento degli amministratori, Colosimo vede solo «l’assenza di una risposta politica all’altezza» e ne deduce «l’impressione che chi governa la città non riesca o non voglia trasformare l’ascolto in azione concreta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA