Calolzio: pompe di calore rumorose, residenti contro il Comune

L’impianto installato in municipio disturba chi abita nelle vicinanze

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Calolzio

Pompe di calore troppo rumorose, che disturbano la quiete di chi dorme o studia. La richiesta di intervenire per cancellare il rumore è stata inviata da una quindicina di residenti in piazza Vittorio Veneto all’amministrazione comunale di Calolziocorte. A disturbare, infatti, è l’impianto installato un paio di anni fa in municipio e che, da allora, sta peggiorando la qualità della vita di coloro che vivono vicino al palazzo comunale. Una quindici, quest’estate, ha sottoscritto una lettera inviata al sindaco lamentandosi per il disturbo acustico causato dalle pompe di calore installate vicino al parcheggio del Comune. Nella segnalazione, si lamenta un rumore persistente che comprometterebbe quiete e sonno delle abitazioni adiacenti. Secondo i firmatari, il rumore si manifesta tutto l’anno, dalle 6 alle 18 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 6 alle 13, con disturbi anche nelle festività infrasettimanali. Da qui la richiesta agli amministratori di intervenire, per ridurre il problema, a tutela di salute e riposo. A stretto giro di posta, è arrivata la risposta dell’architetto Alfredo Zappella, del settore Servizi del territorio. Nella sua lettera, l’architetto precisa che le pompe di calore sono state installate con i lavori di adeguamento energetico degli edifici comunali, al posto di un generatore a gas dismesso, nel marzo 2024. E che tutto l’impianto, che funziona per soltanto da lunedì a venerdì dalle 6 alle 19, sono state effettuate le valutazione di impatto acustico. Tutto, quindi, è in regola. Di conseguenza, ad oggi, l’amministrazione non può quindi disporre nuove opere senza esporsi a responsabilità amministrativo-contabile. Ciò non toglie che i residenti possano chiedere accertamenti fotometrici autonomamente. «Potrebbe chiedere l’attivazione del controllo tecnico dell’Arpa ovvero far eseguire a vostra cura un rilevo fotometrico da parte di un tecnico competente in acustica», suggerisce l’architetto. «Questa amministrazione si impegna sin d’ora a esaminare gli esiti di tali accertamenti». «La risposta del Comune ci lascia molto perplessi», commenta Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio, a cui i cittadini hanno chiesto aiuto. «Anziché farsi carico direttamente della verifica, il Comune finisce per ribaltare sui cittadini l’onere di dimostrare che il problema esiste, invitandoli a rivolgersi ad ARPA oppure a incaricare a proprie spese un tecnico per effettuare una misurazione fonometrica». E conclude: «Il punto non è stabilire oggi se le pompe di calore superino oppure no i limiti previsti dalla legge, ma capire perché, di fronte a una segnalazione circostanziata e sottoscritta da più residenti, il Comune non abbia ritenuto opportuno attivare direttamente un accertamento tecnico, limitandosi invece a spiegare ai cittadini quali strumenti avrebbero potuto utilizzare autonomamente per dimostrare il disagio lamentato». Fabrizio Alfano

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