Cronaca / Circondario
Martedì 17 Marzo 2026
Calolziocorte, armi e violenze: 13 persone coinvolte, arrestato ancora il trapper Baby Gang
Maxi indagine della Procura di Lecco: accuse di armi, rapina, sequestro di persona e violenze. Coinvolte 13 persone, smantellato il “fortino” nelle case Aler.
Calolziocorte
Le armi. Il controllo del territorio nel blocco di case Aler di Calolziocorte. La violenza domestica, ai danni della compagna, a cui avrebbe addirittura spaccato il naso facendola finire al pronto soccorso. È lungo e molto pesante il quadro di accuse contenuto nell’ordinanza del gip di Lecco Gianluca Piantadosi che, alle prime ore di oggi ha portato in carcere, tra gli altri,il trapper Baby Gang, al secolo Zacaria Mouhib, 24 anni, per una serie di accuse legate alla detenzione di armi, ma anche per altri reati, tra cui quello di maltrattamenti e una rapina. La nuova indagine è scaturita da una precedente, sempre condotta dai carabinieri del comando provinciale e dalla Procura di Lecco guidata da Ezio Domenico Basso, che aveva portato l’11 settembre 2025 all’arresto dello stesso Baby Gang (che recentemente è stato condannato con il rito abbreviato limitatamente a questa vicenda), sempre per il possesso di una pistola, e che era scaturirta dal ritrovamento di un mitragliatore AK47, riconducibile alla famiglia Hetem di origine macedone (erano stati arrestati), utilizzato «durante le riprese di alcuni video musicali» del trapper di Calolzio, e dell’amico e collega Simba La Rue (anche lui sta scontando condanne definitive).
L’indagine maturata in un maxiblitz in quello che è stato ribattezzato il “fortino» di via di Vittorio, riguarda in tutto 13 persone iscritte nel registro degli indagati.
Si tratta dunque di Zacaria Mouhib, classe 2001, noto come Baby Gang, appunto, nato a Lecco, dove risulta ufficialmente residente, anche se, di fatto, risulta domiciliato a Calolziocorte, in Corso Europa; Aymen Najim, 25 anni, nato in Marocco, con domicilio di fatto a Calolziocorte; Hamza Bouraabia, 29 anni residente a Giussano (Monza), Walid Benchrifa, di Calolziocorte, originario marocchino, classe 1998; Mohamed Helal, 20 anni, anche lui di via di Vittorio, a Calolzio, come Ahmed Amar Bokhtace, 21 anni; l’italiano Aldo Tommaso Sirianni, 20enne di Calolziocorte, Ayoub Noureddine, classe 1996, nato a Lecco, oggi senza fissa dimora; Akram Anbari, 23 anni; Luca Soro, anche lui 23enne, di Abbiategrasso; Vincenzo Meci, di Garlate, 50 anni; Ndiaga Faye, 28enne di Lecco con origini senegalesi; Jetmir Prenga, albanese 35enne di Vignate, nel milanese.
Le misure in carcere sono 9 (sette sono state eseguite, mentre due indagati sono ancora ricercati) e riguardano, oltre a Baby Gang, Najim, Noureddine, Bouraabia, Benchhrifa, Helal, Amar Bokhtace, Sirianni e Sori. Tre i divieti di dimora in provincia di Lecco (due eseguiti), per Anbari, Meci, Faye.
Le accuse, ipotizzate a vario titolo, riguardano il possesso di armi, la rapina, il sequestro di persona e la minaccia nei confronti di tre romeni accusati di essere venuti nel quartire di Calolzio per rubare, mentre invece stavano soltanto chiacchierando dopo aver festeggiato un compleannno, seduti davanti a casa di Mouhib. I tre sono stati minacciati e malmenati, come documentato da un video della scena riproposto sui social. Baby Gang, scrive il gip, ha «costruito un’immagine di persona violenta, senza paura, incline alla violenza e all’uso di armi», che ha «contribuito ad utilizzare per pubblicizzare la sua immagine pubblica di trapper», anche nei suoi video musicali». L’inchiesta è partita nel febbraio 2025 a seguito dell’arresto di un pregiudicato macedone della famiglia Hetem, trovato in possesso di due pistole risultate oggetto di furto, già utilizzate in precedenti episodi criminali (la sparatoria avvenuta a Milano in corso Como il 3 luglio 2022, e quella accaduta in via Baroni di Milano il 7 aprile 2023) e riferibili al trapper che le aveva cedute, appunto, al macedone.
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