Calolziocorte: in commissione il piano per l’ex Trafileria Brambilla

La M.I.F. propone 8 mila metri quadri di commercio. Le opposizioni chiedono chiarezza su viabilità e tempi.

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Calolziocorte

Animata discussione in commissione territorio a Calolziocorte sulla proposta avanzata dalla M.I.F. di rigenerazione dell’area dell’ex Trafileria Brambilla, all’ingresso della città.

Già qualche giorno fa, le minoranze avevano sollevato perplessità. Durante la riunione, hanno precisato dubbi e timori.

Il presidente Fabio Mastroberardino ha ricordato come l’area sia classificata “industriale” dal Pgt del 2022 ma che l’amministrazione è pronta a valutare richieste di cambio destinazione. A patto che i richiedenti abbiano i titoli.

Cosa che è avvenuta recentemente quando l’area (22 mila metri quadrati, dove sorgono 12 mila metri quadrati di capannoni) è stata acquisita dalla M.I.F. di Giacomo Manzi.

Già negli anni precedenti tuttavia (l’azienda è chiusa dal 2013, anno del fallimento, ndr.) molti avevano bussato alla porta del Comune.

«In passato - ha ricordato il sindaco Marco Ghezzi - si sono presentati innumerevoli imprenditori e società che hanno avanzato proposte informali. A tutti abbiamo chiesto una proposta concreta se avevano il titolo. A quelli che arrivano con una proposta di insediamento commerciale, abbiamo sempre detto no». Ma, tuttavia, «anche quelli che volevano realizzare attività industriali hanno sempre rinunciato sia per i vincoli imposti dalla ferrovia (distanza di 30 metri dai binari, ndr.), sia per i costi della bonifica, quantificata in un milione di euro».

La svolta quest’anno, quando la M.I.F. è passata dalle parole ai fatti. E ora chiede al Comune il cambio di destinazione.

Il progetto, in una fase ancora embrionale, prevede la realizzazione di 8 mila metri quadri di aree a prevalenza commerciale al posto dei capannoni che saranno demoliti.

«Ho riunito la commissione territorio per valutare la proposta avanzata dalla nuova proprietà. Propongono di trasformare quell’area da area industriale in commerciale. È una bozza, niente di definitivo. Tutti i consiglieri ritengono che l’area debba essere riconvertita. La discussione è su quale riconversione».

Dubbi sono stati sollevati dalle due opposizioni.

Sonia Mazzoleni, capogruppo di Bene Comune, ha precisato che «la mia preoccupazione più grande è capire anzitutto che tipo di attività si insedierà in quest’area e soprattutto quale sarà l’impatto sulla cittadinanza sia dal punto di vista viabilistico sia dal punto di vista commerciale, in particolare per i negozi di vicinato. Lungo l’asse della Lecco-Bergamo ci sono già numerosi insediamenti commerciali e altri ne sorgeranno. Per questo riteniamo serva maggiore chiarezza su questi punti».

Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio, ha invece osservato che «decidere su un argomento così importante a un anno e mezzo dalle elezioni sia improponibile. Sarebbe più giusto lasciare che la proposta venga valutata e decisa dalla prossima amministrazione. Perdiamo il treno se non decidiamo ora? Nel corso degli anni ci sono state diverse istanze. Quindi penso non sia così. Come ha riferito la maggioranza in commissione, sono state avanzate numerose istanze nel corso degli anni. Di conseguenza ritengo che sia strumentale dire che si perde il treno». Se invece si volesse procedere subito, Colosimo chiede di indire un referendum.

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