Cronaca / Circondario
Sabato 14 Febbraio 2026
Calolziocorte, sei persone intossicate dal monossido: famiglia trasferita in camera iperbarica
Paura in via Mandamentale. A causare l’intossicazione sarebbe stato un malfunzionamento della caldaia. Tutti i membri della famiglia sono stati trasferiti al Niguarda di Milano. Nessuno è in pericolo di vita.
Calolziocorte
Una famiglia senegalese di sei persone è rimasta intossicata da monossido di carbonio nella notte tra venerdì e sabato. A diffondersi nell’abitazione di via Mandamentale dove risiedono, in una corte a pochi metri dal torrente Serta, sarebbe stato il gas sprigionato da un malfunzionamento della caldaia. Il monossido di carbonio è inodore e invisibile, e proprio per questo particolarmente insidioso.
Sono stati gli stessi occupanti dell’appartamento a chiedere aiuto. Attorno alle 3, il capofamiglia, 58 anni, ha iniziato ad avvertire un malessere crescente, con senso di stordimento e difficoltà a mantenere la lucidità. Poco dopo si è reso conto che anche la moglie e i quattro figli si trovavano in uno stato di torpore anomalo. Intuendo che potesse trattarsi di qualcosa di grave, ha contattato il 112. La centrale operativa ha inviato sul posto due ambulanze e una squadra dei vigili del fuoco di Lecco.
All’arrivo dei soccorritori tutti e sei erano coscienti e collaboranti, ma evidenziavano sintomi compatibili con un’intossicazione da monossido. I vigili del fuoco hanno effettuato le verifiche all’interno dell’abitazione, accertando la presenza del gas e provvedendo alla messa in sicurezza dei locali. I sanitari hanno quindi assistito la famiglia sul posto, somministrando ossigeno e predisponendo il trasferimento in ospedale.
La madre e il figlio più piccolo, di 6 mesi, sono stati accompagnati al pronto soccorso di Lecco; il padre e gli altri tre figli a quello di Merate. Nei due presidi ospedalieri i pazienti sono stati sottoposti a saturimetria ed emogasanalisi per misurare i livelli di carbossiemoglobina nel sangue. Pur non risultando valori tali da far temere un immediato pericolo di vita, i medici hanno optato per il trasferimento dell’intera famiglia all’ospedale Niguarda di Milano, struttura dotata di camera iperbarica.
Il trattamento con ossigeno al 100% in ambiente pressurizzato consente di accelerare l’eliminazione del monossido dal sangue e di ristabilire una corretta ossigenazione dei tessuti, riducendo il rischio di danni neurologici e cardiaci anche a distanza di ore o giorni dall’esposizione. I sei pazienti resteranno sotto osservazione fino alla completa stabilizzazione dei parametri clinici.
Nessuno di loro è in pericolo di vita, ma sarà necessario un periodo di monitoraggio prima delle dimissioni. L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza della manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento e dell’installazione di rilevatori di monossido nelle abitazioni.
Un caso analogo si era verificato due anni fa in via Don Carlo Rosa a Calolziocorte. In quella circostanza madre e figlio di 14 anni avevano perso conoscenza, mentre il padre era riuscito a dare l’allarme evitando conseguenze più gravi.
È invece di pochi giorni fa la tragedia avvenuta a Porcari, in provincia di Lucca, dove un’intera famiglia è morta per le inalazioni tossiche.
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