Calolziocorte verso un futuro sostenibile

Presentato il progetto “Green Adda”: teleriscaldamento, energia recuperata dalla Cartiera dell’Adda e hub energetico per ridurre emissioni e costi

Calolziocorte

Prima il teleriscaldamento e, in una fase successiva, la realizzazione di un vero e proprio «hub energetico» con servizi aggiuntivi che vanno dall’impianto fotovoltaico ai punti di ricarica per veicoli elettrici per una trasformazione urbana sostenibile.

Ieri sera, nell’aula consiliare, l’ingegner Bruno Bricola, manager di Cogeninfra, ha illustrato il progetto “Green Adda”, proposto all’amministrazione del sindaco Marco Ghezzi.

L’azienda, attiva a livello nazionale nel settore delle infrastrutture energetiche, ha spiegato di aver previsto investimenti complessivi per circa 300 milioni di euro, di cui 160 milioni già destinati a interventi nel 2025. Tra le risorse ancora da allocare rientrano quelle per avviare anche il progetto di Calolziocorte, che punta a coinvolgere imprese del territorio, a partire dalla Cartiera dell’Adda.

Per Calolziocorte la proposta si basa soprattutto sul recupero del calore di scarto prodotto dal ciclo industriale della Cartiera dell’Adda, oggi in gran parte disperso. L’energia termica verrebbe convogliata in una rete di tubazioni per servire condomini, edifici pubblici e attività produttive, sostituendo progressivamente le caldaie autonome.

A questo contributo, previsto in misura non inferiore al 35%, si affiancherebbe una centrale di cogenerazione ad alto rendimento, necessaria a garantire continuità di servizio nei momenti in cui il calore recuperato non fosse sufficiente.

Il progetto prevede la realizzazione di una rete lunga circa 4 chilometri che, secondo quanto illustrato, non interesserà le arterie principali della città. Le prime stime parlano della possibilità di collegare all’impianto una sessantina di edifici tra privati, strutture comunali e aziende, per una potenza termica complessiva di circa 12 megawatt.

Secondo l’analisi presentata, più della metà degli edifici residenziali di Calolziocorte rientra oggi nelle classi energetiche F o G, le più basse. Il ricorso al teleriscaldamento si tradurrebbe, secondo i proponenti, in una riduzione delle emissioni di anidride carbonica e degli inquinanti locali, in un possibile contenimento della spesa per il riscaldamento grazie a tecnologie più efficienti, oltre che in investimenti e ricadute economiche sul territorio e nella modernizzazione del sistema energetico cittadino.

Il progetto si inserisce nel percorso di progressiva decarbonizzazione richiesto anche a livello europeo per le reti di teleriscaldamento, che prevede tappe intermedie con quote crescenti di energia rinnovabile o recuperata fino all’obiettivo di sistemi completamente decarbonizzati entro il 2050.

Nei prossimi mesi l’amministrazione dovrà valutare i passaggi amministrativi necessari, a partire dal riconoscimento della pubblica utilità dell’opera e dalla definizione di un’agenda condivisa per lo sviluppo del progetto, in coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione energetica e urbana. Tra gli step indicati c’è anche la presentazione di una proposta di project financing.

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