Carenno: campo di calcio distrutto dallo scarabeo giapponese

Il parassita ha devastato il manto erboso rendendo il prato inutilizzabile. Il Comune stima perdite per circa 10 mila euro.

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Carenno

Danni stimati attorno ai 10 mila euro circa a Carenno per il campo di calcio del centro sportivo. La colpa non è però del maltempo o dei vandali ma della Popillia japonica, ossia dello scarabeo giapponese, che si sta diffondendo sempre più anche in Lombardia e che è arrivato anche in cima alla Valle San Martino.

A farne le spese, il Comune di Carenno che, subito dopo Ferragosto, ha scoperto che il suo campo di calcio era stato divorato dal coleottero di origine nipponica, che da tempo ha lasciato il Sol Levante e che, ovunque arriva, porta devastazione.

«Lo scarabeo giapponese - racconta il sindaco Luca Pigazzini - ha attaccato il manto erboso del campo di calcio e lo ha sostanzialmente reso inutilizzabile. Come sempre, il campo era stato prenotato da diverse società sportive della zona, tra cui l’Olginatese, il calcio Lecco femminile e la Casatese per la preparazione estiva. Purtroppo, viste le condizioni, tutte le squadre sono state costrette a rinunciare. Qualche giorno fa, gli atleti dell’Olginatese sono scesi in campo. Appena si sono messi a correre, hanno visto sollevarsi grosse zolle di terra e quindi hanno desistito non essendo possibile giocare».

Il danno economico subito dal Comune per tutte le rinunce che sono fioccate nei giorni successivi è stato stimato attorno ai 3 mila euro. Al mancato incasso dovuto all’impossibilità di affittare il campo a società sportive esterne, va sommato il costo dell’intervento di ripristino che a questo punto l’amministrazione del sindaco Luca Pigazzini dovrà sobbarcarsi. Oltre alla disinfestazione, visti i danni causati dalla Popillia japonica, a Carenno dovranno procedere anche con una nuova semina del prato.

«Il parassita - spiega il primo cittadino - ha distrutto le radici dell’erba del campo. Quindi, prima di tutto, dovremmo predisporre un trattamento antiparassitario per eliminarlo. Successivamente, diciamo tra due o tre settimane, una volta ripulito il campo, occorrerà riseminare l’erba da zero e attendere che cresca prima di poter tornare a giocare».

Tra un intervento e l’altro serviranno perciò almeno un paio di mesi se non di più. Di conseguenza, almeno fino al termine di ottobre, il campo non potrà essere utilizzato.

«Per la nostra amministrazione - continua Pigazzini - il danno è doppio. Sia per le mancate entrate sia per tutti gli interventi che dovremo affrontare per il ripristino. Ad oggi non sappiamo quanto ci costerà questa seconda operazione. Indicativamente, pensiamo che tra mancati incassi e costi arriveremo attorno ai 10 mila euro».

Bisognerà inoltre vedere quanto tempo occorrerà per risolvere la problematica. Se infatti occorresse più tempo, la squadra della polisportiva Foppenico di Calolziocorte così come altre squadre che volevano disputare le partite in casa del campionato sul campo di Carenno saranno costrette a cercarsi un’alternativa.

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