Civate: Ats difende le colonie feline e il benessere dei gatti

I gatti liberi sono tutelati e censiti. I responsabili devono garantire l’igiene dei punti di alimentazione.

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Civate

Giù le mani dalle colonie feline di Civate, che sono regolari e autorizzate da Ats che, interpellata sulla questione, ribadisce che il proprio impegno è prioritario e volto alla tutela e alla promozione del benessere dei gatti.

«I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il Comune, d’intesa con l’Ats competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche», rimarcano da Ats.

Secondo la legge i gatti liberi sul territorio sono di proprietà del Comune, indipendentemente dal fatto che appartengano formalmente ad una colonia. Mentre ad esempio i cani non possono vagare liberi sul territorio e devono essere accalappiati e condotti in un canile, in attesa di rintracciare il proprietario, o individuare nuovo affidatario, i gatti possono vivere liberi. La legge italiana si è mostrata sensibile ai loro bisogni e caratteristiche etologiche. La disciplina delle colonie va proprio in questa direzione.

«Le colonie feline non sono il problema, sono un modo corretto per gestirlo. Sono istituite proprio per contenere il numero dei gatti di comunità, ovvero per garantire una gestione equilibrata della loro presenza sul territorio, e contrastare la loro proliferazione incontrollata. Per questo i professionisti di Ats sono impegnati tutte le settimane in sedute chirurgiche di sterilizzazione. Una volta identificati, e dunque censiti, i gatti formalmente vengono intestati al Comune, sotto la responsabilità del sindaco», proseguono dal settore veterinario Ats.

Va però rimarcata l’importanza di una gestione corretta delle colonie dal punto di vista igienico, soprattutto dei punti di alimentazione e quindi il ruolo dei tutor, che non devono lasciare residui di mangimi o contenitori sparsi nell’area, anche per evitare di scatenare comportamenti avversi nei confronti degli animali.

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