Civate-Galbiate, siringhe sulla ciclabile: il sindaco chiede un intervento delle forze dell’ordine

La segnalazione riaccende l’allarme spaccio nei pressi della stazione ferroviaria: «Serve un intervento molto massiccio, non possiamo accettare questa situazione».

Lettura 1 min.

Civate

Siringhe sulla pista ciclabile, sotto i piloni della superstrada 36: la segnalazione riaccende i riflettori sullo spaccio al confine tra Civate e Galbiate, nei dintorni della già famigerata stazione ferroviaria. A riproporre la tematica è la fotografia, con una serie di commenti, apparsi sui social; il sindaco di Civate, Angelo Isella, ha intrapreso quindi ieri «personalmente l’indagine, andando ripetutamente sul posto e chiamando - informa - alcune delle persone che hanno commentato, e che conosco: mi hanno confermato che i ritrovamenti di siringhe sono avvenuti dalla parte più verso Sala Al Barro, cosa che spiega defintivamente perché, da parte nostra, nonostante mandiamo a pulire e a tagliare tutte le settimane, non abbiamo mai trovato niente. Comunque - sottolinea il sindaco di Civate - dieci metri in più o in meno non cambiano il problema. I cittadini segnalano che, comunque, i consumatori degli stupefacenti vengono fuori dalla stazione ferroviaria e poi vanno lì sotto, all’inizio della strada provinciale per Oggiono, a consumare la roba.

Dunque - dichiara Isella - c’è un problema che è giusto mettere in luce, a prescindere dal fatto che la segnalazione inizialmente sembrava additare la ciclabile a lago di Civate, quando sicuramente i nostri incaricati e volontari, che vanno lì tutte le settimane, una situazione del genere me l’avrebbero già indicata; infatti l’associazione dei volontari di Sant’Andrea taglia l’erba che ci si può andare sopra a fare il picnic: questo non cambia, ripeto, il problema dello spaccio». Il sindaco di Civate non usa giri di parole: «In quella zona c’è da fare un intervento molto massiccio con le forze dell’ordine. I tossicodipendenti scendono tuttora dalla stazione, attraversano e vanno sotto gli alberi del tratto di ciclabile (che in realtà è un sentiero) di collegamento tra Civate e Galbiate prima della rotatoria. L’anarchia non va bene, le forze dell’ordine devono fare il loro lavoro e io non accetto neanche più risposte del tipo che, tanto, se identificati, non restano dietro le sbarre neanche un giorno: la politica e chi fa le legge deve mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di poter lavorare e poi - aggiunge Isella - c’è il tema non solo di chi spaccia, ma anche di chi compra e tra questi ci sono concittadini e padri di famiglia. Se c’è chi vende la roba, è perché qualcuno la compra e purtroppo sappiamo benissimo (soprattutto se parliamo di cocaina) che il cliente medio non è il ragazzino sbandato. Tanti di coloro che comprano la cocaina e il fumo sono persone normali, con una età perlomeno media, e anche di più: allora, basta; questa cosa non va bene perché non è educativa per i nostri figli, per le future generazioni e contribuisce a creare degrado».

© RIPRODUZIONE RISERVATA