Civate: rapinata sotto minaccia di una pistola

Vittima una donna di 67 anni avvicinata da un uomo sceso da una Fiat 600 azzurra. Altri colpi segnalati nel Triangolo Lariano e in Brianza

CIvate

La paura corre anche lungo il confine lecchese. A Civate, nel parcheggio di un’attività commerciale, una donna di 67 anni è stata vittima di una rapina armata, episodio che potrebbe inserirsi nella scia di colpi attribuiti a un malvivente che si aggira su una Fiat 600 azzurra, già segnalati in Brianza e nel Comasco.

«Adesso sto bene, ma non auguro a nessuno ciò che mi è successo», racconta Luigina Canton, originaria proprio di Civate e oggi residente a Rogeno. L’aggressione è avvenuta nel tardo pomeriggio del 7 gennaio, alle 18.45. «I carabinieri mi hanno spiegato che situazioni simili sono accadute anche altrove – spiega – e che in altri casi sarebbe stata coinvolta una persona su una Fiat 600».

La dinamica è rapida e spaventosa: «Mentre caricavo la spesa in macchina, uno sconosciuto si è avvicinato. Quando ero pronta a partire, mi ha puntato una pistola e mi ha ordinato di consegnare soldi e bancomat. Ho mollato tutto e sono corsa a chiedere aiuto. La borsa, ovviamente, l’ha portata via».

La donna ringrazia chi si è fermato a soccorrerla: «La solidarietà delle persone nei momenti di panico vale tantissimo».

Pochi chilometri più in là, la sequenza di episodi sospetti preoccupa le forze dell’ordine. A Canzo, il 6 gennaio, due aggressioni in poche ore hanno coinvolto un’auto simile: la prima in una zona residenziale, con una vittima minacciata con una pistola e costretta a consegnare 100 euro; la seconda, la sera stessa, con un’altra persona affrontata da un uomo armato di machete.

Stesso giorno, ma nel Meratese, una donna è stata strattonata e derubata della borsa nel parcheggio di un supermercato a Robbiate.

Il sindaco di Civate, Angelo Isella, parla di «episodio grave che non può essere sottovalutato». La segnalazione è già stata inoltrata alla Polizia locale, con richiesta di intensificare i passaggi delle pattuglie. «Pensare che nel nostro paese possa aggirarsi qualcuno con una pistola – afferma – deve far alzare l’attenzione di tutti».

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