Cronaca / Circondario
Lunedì 19 Ottobre 2026
Civate: scende in garage e trova 20 maranza a picchiarsi con le spranghe
Scene di follia in via Baselone. Ai carabinieri i giovani hanno detto che stavano girando un videoclip
Lettura 2 min.Civate
L’altra sera, in via Baselone a Civate, a qualcuno è sembrato di essere improvvisamente proiettato in un angolo di piazza Duomo: infatti, scendendo in garage, si è imbattuto nella scena dei «maranza» sotto casa, con le spranghe.
Un residente - stando al suo stesso racconto - mentre stava «andando verso il garage sotto la palazzina, nel tunnel del caseggiato» ha fatto lo sconcertante incontro, che per un attimo è sembrato uscire dallo schermo della tv davanti ai suoi occhi sbalorditi: «Mi sono trovato questi venti ragazzi col viso coperto e bastoni di ferro in mano - ha raccontato - che filmavano atti di violenza. Bevevano. Gli ho intimato di andare via, intanto il mio bambino, con cui ero, si è spaventato a morte ed è scappato. A un certo punto sono arrivate quattro auto dei carabinieri. Per me - ha concluso il cittadino - l’esperienza è stata sconcertante, ma questo è il meno: il problema è che nel quartiere ci sono anziani, bimbi, disabili: bisogna stare attenti».
Appreso in tarda serata l’accaduto, il sindaco Angelo Isella ha appurato la dinamica dell’inquietante episodio, avvenuto tra i palazzi a pochi passi dal centro sportivo, e proprio nelle stesse ore in cui «maranza» fa rima con la shockante guerriglia di Milano centro. Ha riferito Isella: «I carabinieri qui non hanno riscontrato episodi di violenza, ma c’erano alcuni ragazzi, effettivamente, al loro arrivo. Però erano in cinque.
I carabinieri sono intervenuti in forze poiché sono stati chiamati dicendo che erano in corso episodi di violenza; quando sono arrivati loro, i ragazzi stavano girando videoclip musicali. Ovviamente sarà mia cura tenere monitorato l’episodio». I fatti richiamano alla mente quanto accaduto nei mesi scorsi a Oggiono dove un altro contesto di condomini, in via Matteotti, era stato scelto quale sfondo per videoclip, probabilmente nell’intento di simulare periferie urbane: anche in quel caso i residenti avevano documentato allarmati l’invasione da parte di un nutrito gruppo di giovani incappucciati, con l’obiettivo di girare un video rap. I ragazzi erano saliti sui box, armati di coltelli. I videoclip sono il linguaggio preferito dai rapper e trapper, ispirati a idoli come Baby Gang; il trapper 351Bratan ha bloccato la Milano-Meda lo scorso 18 settembre - come si sa - proprio per girare un video musicale. Le armi sono un ingrediente pressoché irrinunciabile di queste performance. Il sindaco di Civate - che esattamente una settimana fa aveva invocato più sicurezza sul territorio in occasione dell’ondata di furti nelle case - ora conclude: «La crisi dei valori giovanili e del lavoro come fondamento della convivenza civile è evidente. Ribadisco che, sì, c’è paura tra la gente perché vediamo queste degenerazioni. Non tutti i ragazzi sono uguali e bisogna assolutamente fare dei distinguo, però purtroppo c’è una parte di giovani che non ha l’idea della convivenza civile come l’abbiamo pensata e costruita negli ultimi 70, 80 anni e, se questa fascia di popolazione diventa troppo numerosa rispetto al resto, ecco che veramente abbiamo un problema. La paura - per Isella - nasce da chi, anziché andare a lavorare, preferiscono fare queste cose. La Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: non lo rimarco con semplicismo. In Italia il lavoro è un elemento fondante: andare a lavorare per costruirsi una vita; invece, l’idea dilagante sono i soldi facili: fare i videoclip, se non peggio, magari con armi e con atti di violenza, usare il Web per guadagnare facile. Questo è il tema: educativo prima di tutto ma, in questo momento - auspica Isella - sicuramente anche repressivo». P. Zuc.
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