Civate, Villa Sacro Cuore verso le rinascita

Presentata in sala civica la trasformazione della struttura in un centro polifunzionale. Il progetto del Politecnico ammonta a 2,5 milioni di euro e prevede un mix di funzioni: spazi per anziani, fragili e aggregazione

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Civate

È stata presentata l’altra sera in sala civica la trasformazione di Villa Sacro Cuore in «un centro multifunzionale», attraverso la rigenerazione.

L’illustrazione è avvenuta da parte di Luca Zambelli per la parte architettonica, di Maria Cristina Giambruno per il Politecnico di Milano (in particolare, per gli studi preliminari e il restauro, che avverrà probabilmente con la modalità del cantiere aperto alle visite da parte della cittadinanza), del presidente dell’impresa sociale Girasole, Virginio Brivio, con Elena Nuozzi e Fabrizio Pozzoli.

I saluti degli enti

I saluti della Regione sono stati portati dal sottosegretario Mauro Piazza. Infatti, il progetto ammonta a quasi 2 milioni e mezzo di euro, circa 800.000 dei quali stanziati dal Comune e il resto proveniente in parte dalla Regione e in parte da Fondazione Cariplo. È intervenuto anche Paolo Dell’Oro per Fondazione Comunitaria del Lecchese, che ha letto il saluto di Natale Castagna, presidente del Fondo di comunità di Civate, secondo cui «il progetto di Villa Sacro Cuore è di così ampio respiro che merita l’attenzione di tutti noi concittadini. Villa Sacro Cuore - ex Rsa - è parte della vita della nostra comunità ed è un pilastro della nostra storia, pronto ora a diventare nuovo motore sociale che servirà a Civate e non solo: contribuirà a far rivivere la bellezza di piazza Garibaldi, che donerà respiro e speranza al futuro del paese».

Il sindaco di Civate, Angelo Isella, ne ha ripercorso l’acquisto e l’iter che ha portato il progetto a essere selezionato tra quelli «emblematici», perciò finanziato: «Rigenerare spazi significa però - ha detto - soprattutto incentivare relazioni».

Chiaro l’intervento di Brivio: «Abbiamo dichiarato la disponibilità a essere ente gestore, in particolare delle funzioni legate all’accoglienza, che sarà rivolta ai civatesi, cioè anche alle associazioni, a partire di quella che segue San Pietro al Monte, nonché al turismo affinché le permanenze si strutturino e si possano prolungare nel tempo: cominciamo da subito a lavorare con la comunità affinché questo cantiere sia sentito non solo dall’amministrazione comunale, ma dai cittadini.

Insieme alle due Rsa di Civate ci concentreremo su risposte intermedie per gli anziani fragili, ma ancora autonomi, sia fornendo spazi diurni di incontro, sia di intergenerazionalità e di aggregazione integrata.

La sfida

La sfida - ha aggiunto Brivio - è anche la sostenibilità economica, dunque il mix di funzioni, compreso un punto di ristoro, dovranno esprimere un’imprenditorialità in uno spazio vivo lungo tutto l’arco dell’anno. Il tema è attuale: destagionalizzare i flussi turistici con attenzione rivolta per esempio alle gite delle scuole e a costruire pacchetti attorno ai tanti gioielli di Civate e dei dintorni, non solo di natura culturale, ma anche ambientale».

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