Dipendente comunale in smartworking dai Caraibi, polemica a Calolzio

Le opposizioni chiedono spiegazioni al sindaco Ghezzi per la deroga concessa al responsabile dell’ufficio tecnico, in smartworking dalla Repubblica Dominicana

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Calolziocorte

In smartworking dalla Repubblica Dominicana. Un privilegio concesso al responsabile dell’ufficio tecnico su cui i due gruppi di minoranza, guidati da Diego Colosimo di Cambia Calolzio e Sonia Mazzoleni di Bene Comune, vogliono fare chiarezza.

Per questo motivo, con una diffida, hanno chiesto all’amministrazione del sindaco Marco Ghezzi spiegazioni sui motivi che hanno portato il segretario e la giunta a concedere il via libera allo svolgimento del servizio con orario spostato al pomeriggio-sera per via del fuso orario.

La vicenda è emersa dalle carte acquisite dai due gruppi consiliari di opposizione Cambia Calolzio e Calolziocorte Bene Comune. Nella richiesta, datata 7 maggio, il dipendente spiega le ragioni del viaggio: la moglie e le due figlie minori, cittadine della Repubblica Dominicana, dovevano rientrare temporaneamente in patria. Lui le ha seguite, dal 30 maggio fino al 30 giugno.

Da qui la necessità di unire ferie e smartworking, così da poter svolgere il proprio lavoro a quasi 8 mila chilometri di distanza da Calolziocorte.

Peccato che, come osservano le minoranze, il regolamento comunale preveda che il lavoro agile si svolga entro i confini nazionali. Lo riconosce lo stesso dipendente nella domanda: «La presente istanza assume carattere eccezionale, temporaneo e derogatorio». La deroga viene concessa. E non è l’unica. Anche l’orario viene stravolto. Il regolamento fissa la prestazione lavorativa dalle 8 alle 18. L’accordo integrativo firmato dal segretario comunale sposta tutto al pomeriggio: dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 22 ora italiana, per tenere conto del fuso orario di Santo Domingo, che è sei ore indietro rispetto all’Italia.

Le opposizioni contestano due profili distinti. Il primo è la disparità di trattamento. «Quanti dipendenti del Comune avrebbero potuto assentarsi per più settimane svolgendo l’attività esclusivamente da remoto?», chiedono i consiglieri. «La sensazione è quella di una disciplina speciale costruita per un singolo caso, mentre tutti gli altri dipendenti continuano a essere soggetti alle regole generali».

Il secondo profilo riguarda la natura delle funzioni svolte. Il settore servizi del territorio si occupa di edilizia, patrimonio, manutenzioni e lavori pubblici. Funzioni che richiedono un contatto costante con cittadini, professionisti e amministratori. «Riteniamo francamente difficile immaginare che tali funzioni possano essere svolte per un periodo così prolungato da Santo Domingo con la stessa efficacia garantita dalla presenza sul territorio» — scrivono Diego Colosimo e Sonia Mazzoleni.

I due gruppi hanno chiesto all’amministrazione di riesaminare la legittimità dell’intera procedura. Se non arriveranno i chiarimenti richiesti, i due gruppi sono pronti a trasmettere tutta la documentazione alla Procura regionale della Corte dei conti.

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