Cronaca / Circondario
Giovedì 02 Luglio 2026
Spuntano sul Barro i fossili studiati dall’abate Stoppani
L'intervento, promosso in collaborazione con Silea, ha permesso di mappare l'area dell'Azzarola e creare una nuova carta turistica
Lettura 1 min.Un importante intervento di ricerca e ripristino ambientale ha riportato alla luce la rilevanza scientifica dell'area dell'Azzarola, situata alle pendici del Monte Barro. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra Silea, il Parco Regionale del Monte Barro e la Cooperativa Eliante, ha avuto come obiettivo la mappatura e lo studio di uno dei luoghi simbolo delle ricerche del naturalista lecchese Antonio Stoppani.
Sotto la supervisionazione del paleontologo Andrea Tintori, le attività hanno permesso di individuare, pulire e studiare un affioramento roccioso ricco di testimonianamente fossili, fondamentale per la ricostruzione della storia geologica locale. Durante l'intervento sono stati analizzati anche i muretti a secco dell'area, realizzati con materiali provenienti dagli stessi strati fossiliferi descritti da Stoppani nella sua monografia storica.
Francesca Rota, presidente di Silea, ha sottolineato come il progetto rappresenti un esempio di integrazione tra tutela ambientale e valorizzazione culturale. Anche Anna Crimella, presidente di Eliante, ha evidenziato l'importanza del lavoro di rete svolto, definendo l'intervento come una base solida per le future sfide ambientali del territorio.
Il progetto ha inoltre portato alla creazione di una nuova carta geoturistica che collega i siti di interesse tra i Corni di Canzo, il Monte Barro e il Moregallo, integrando divulgazione scientifica e percorsi escursionistici. Davide Faccondini, Presidente del Parco Regionale del Monte Barro, ha dichiarato che l'obiettivo è mettere a disposizione competenze e risorse affinché ricercatori e cittadini possano collaborare alla conoscenza del territorio.
L'iniziativa rientra nel più ampio programma "Antonio Stoppani pioniere della divulgazione scientifica", promosso da Cooperativa Eliante e Cai Lecco con il contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese e il sostegno di Silea, del Comune di Lecco, del Parco del Monte Barro e della Provincia di Lecco, con il patrocinio del Comune di Galbiate.
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