Galbiate, la denuncia di una residente: «Schiamazzi e droga al parco, il Comune non risponde»

La cittadina segnala da tempo episodi di disturbo notturno, presunto consumo di stupefacenti e accessi abusivi attraverso una proprietà privata nell’area del parco della biblioteca. Chiesti più controlli e un intervento concreto

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Galbiate

Una lettera aperta dai toni fermi, ma che si conclude con un invito al dialogo. È quella che Paola Campidori, residente a Galbiate, ha indirizzato all’amministrazione comunale per denunciare una situazione che, a suo dire, si ripeterebbe ormai da tempo nell’area del parco della biblioteca.

La cittadina premette di non essere contraria alla frequentazione degli spazi pubblici da parte dei giovani. Anzi. «Credo che Galbiate abbia bisogno di spazi verdi vivi e frequentati, e che i ragazzi debbano poter stare all’aperto, anche fino alle 22 quando la luce lo permette», scrive, aggiungendo che sosterrebbe «un’apertura serale regolamentata del parco della biblioteca» per offrire «uno spazio legittimo dove stare insieme».

Secondo Campidori, però, la situazione attuale sarebbe ben diversa. «Ogni sera un gruppo di persone si introduce nel parco scavalcando il muretto di confine di un’abitazione privata di via Alessandrini, senza alcun consenso dei proprietari, per consumare sostanze stupefacenti e produrre schiamazzi che si protraggono nella notte», afferma nella lettera.

La residente racconta anche di aver richiesto l’intervento delle forze dell’ordine nei giorni scorsi. «La settimana scorsa le urla erano tali da farmi chiamare il 112, perché non lasciavano presagire nulla di buono. Non è un episodio isolato: è ormai un appuntamento fisso, tutte le sere», sostiene, aggiungendo che la situazione sarebbe nota anche ad altri residenti della zona.

Uno dei punti centrali della lettera riguarda il rapporto con il Comune. Campidori riferisce di aver inviato una Pec dettagliata il 29 giugno e un successivo sollecito il 14 luglio, oltre ad altre segnalazioni negli anni precedenti. «Non un provvedimento, non un sopralluogo, non un “abbiamo ricevuto la segnalazione”. Niente. Da anni», scrive, lamentando l’assenza di qualsiasi riscontro.

La cittadina chiede quindi controlli più frequenti nelle ore serali e notturne e una verifica delle recinzioni dell’area, ritenendo che possano rappresentare un primo passo concreto per affrontare il problema.

«Dobbiamo davvero aspettare che accada qualcosa di grave prima di prendere provvedimenti?», domanda nella parte finale della lettera, precisando di non voler «attaccare qualcuno in particolare», ma di ritenere che «i cittadini abbiano diritto a un’amministrazione che almeno risponda, prima ancora che agisca».

Campidori conclude annunciando di aver informato della vicenda anche la Prefettura di Lecco e si dice disponibile a un confronto con l’amministrazione comunale. Resta ora da capire quale sarà la posizione del Comune rispetto alle segnalazioni avanzate dalla residente.

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