Galbiate, nuovo depuratore nell’ex cava Mossini: progetto da 1,7 milioni entro il 2027

Al via nei prossimi giorni il bando per progettare il primo lotto dell’impianto, destinato a servire 90mila abitanti e a consentire la dismissione dei depuratori di Lecco e Mandello. L’opera completa sarà realizzata in tre lotti per arrivare a 180mila abitanti equivalenti.

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Galbiate

Sarà pubblicato tra pochi giorni il bando per affidare l’incarico di progettazione per il primo lotto del nuovo depuratore a servizio della fascia centrale della provincia di Lecco. La struttura verrà realizzato nell’ex cava Mossini a Galbiate e, al termine dei tre lotti previsti, servirà 180mila abitanti equivalenti. Questo primo incarico vale complessivamente 1.7 milioni di euro e il progetto di fattibilità tecnico – economica dovrebbe essere pronto a fine 2027. “Il primo lotto – ha spiegato Marco Bonaiti, presidente dell’ufficio d’ambito di Lecco, durante l’ultimo consiglio provinciale - è stato portato da 60mila a 90mila abitanti equivalenti di modo che l’intervento consenta la dismissione non solo del depuratore di Lecco ma anche di quello di Mandello”. Sempre entro il 2027 dovrebbero essere pronti il progetto di fattibilità tecnico – economica per l’intervento di separazione delle reti di fognatura in via Ongania e via San Nicolò a Lecco nonché per l’estensione dell’acquedotto e delle reti fognarie e di depurazione ai piani Resinelli.

Tra gli investimenti previsti dall’ufficio d’ambito per i prossimi anni figurano inoltre 60mila euro per la progettazione dell’adeguamento del depuratore di Calolziocorte e del suo collegamento con la cartiera, rispetto al quale Bonaiti ha precisato come sia in corso la ricerca di finanziamenti attraverso bandi perché l’intervento ha un “costo elevato”. Lo stesso vale anche per il raddoppio di alcune adduttrici strategiche dell’acquedotto Brianteo tra Barzanò e La Valletta Brianza. Previsto, infine, un investimento di quasi tre milioni di euro nei prossimi due anni per adeguare il depuratore di Verderio.

“La prossima programmazione degli investimenti – ha sottolineato Antonio Pasquini, consigliere di centrodestra nonché sindaco di Casargo – deve tenere conto del fatto che le località e gli alpeggi montani vedono sempre un maggior afflusso di persone per un periodo sempre più lungo. È necessario collegarli alla fogna e garantire i servizi. A Giumello, per esempio, metà del nucleo è collegata alla fognatura mentre l’altra metà no”. Dopo gli aumenti verificatisi negli ultimi due anni, il presidente dell’ufficio d’ambito ha annunciato che le tariffe del servizio idrico non saranno modificate. “L’incremento degli investimenti, pari a 30 milioni di euro per i prossimi quattro anni, è comunque economicamente sostenibile grazie al nuovo finanziamento ottenuto lo scorso anno da Lario Reti” ha sottolineato Bonaiti. L’avvio dell’iter di progettazione per il nuovo depuratore in cava Mossini riporta l’attenzione su quello che potrebbe essere il destino dell’area che attualmente ospita il depuratore del capoluogo dopo la dismissione dell’impianto. Un’area che, peraltro, si trova in una posizione di grande pregio paesaggistico. Il depuratore in cava Mossini non è l’unica opera a valenza provinciale che nascerà a Galbiate: villa Locatelli ha avviato la progettazione per il nuovo centro polifunzionale della protezione civile nell’ex cava valle oscura, dall’altro lato del monte Barro rispetto a cava Mossini.

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