Galbiate: scartata ipotesi oratorio, si punta su nuova struttura

L’assessore Brambilla spiega perché l’adattamento è impraticabile. Si procederà con la demolizione e la costruzione di un polo multiplo.

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Galbiate

«La soluzione di trasformare una parte dell’oratorio di Sala al Barro in scuola elementare non è percorribile, anzitutto per i costi: superiamo il milione di euro, per i lavori»: lo dice l’assessore comunale all’Istruzione, Marco Brambilla, dopo l’assemblea pubblica di mercoledì in cui il futuro della primaria della frazione è stato al centro dell’esposizione anche da parte dei tecnici. Aggiunge Brambilla: «Non essendo una struttura di proprietà comunale, è complicato giustificare una spesa del genere sull’oratorio, quindi l’ammontare dei lavori (sebbene tecnicamente fattibili) non rende percorribile questa strada.

Abbiamo valutato anche l’ipotesi dei container - annuncia Brambilla - in cui trasferire gli alunni di Sala attualmente a Galbiate, collocandoli nella frazione, ma anche quelli hanno un costo molto elevato, che per un lungo periodo si aggira sui 700-800mila euro, quindi anche quella via è stata scartata».

Conclusione: «L’ipotesi è una nuova struttura - informa Brambilla - che sarà una scuola, ma anche polifunzionale, quindi un investimento ragionevole anche in presenza di calo demografico. Procederemo innanzitutto all’abbattimento della vecchia scuola - improvvisamente dismessa da settembre 2025 - attraverso una candidatura (alla quale provvederemo nei prossimi giorni) al Bando amianto della Regione. Come abbiamo chiarito in assemblea - sottolinea Brambilla - siamo orientati a una struttura polifunzionale che possa essere usata come scuola ma, quando non dovesse più servire, in futuro possa essere utilizzata per altre attività che a Galbiate e a Sala mancano.

Fino a quando la costellazione non sarà avvenuta, i bambini di Sala rimarranno nella scuola primaria di Galbiate: abbiamo in cantiere già dei lavori che - precisa Brambilla - avremmo eseguito comunque, tra cui il rifacimento dei bagni: ne abbiamo fatti due femminili e, adesso, abbiamo già messo i soldi a bilancio per i bagni maschili, poi ci sono altre opere da fare, proprio perché anche quella scuola necessita di interventi come ne stiamo facendo su tutte le strutture scolastiche: la media, l’asilo nido».

All’assemblea erano presenti le insegnanti di Sala, primaria e materna, nonché la dirigente scolastica: «È stato riconosciuto - per Brambilla - che in questi anni il Comune ha sempre cercato di intervenire per risolvere i problemi di infiltrazioni nella primaria, ma a un certo punto anche le docenti si sono rese conto che non era più compatibile e il nostro tecnico, Katiuscia Vassena, ha spiegato nello specifico perché non è possibile intervenire ulteriormente sulla struttura».

L’architetto ha chiarito che le infiltrazioni di pioggia non sarebbero affatto riconducibili alle caditoie esterne ostruite, ma al deterioramento delle sigillature tra i pannelli, attraverso le quali l’acqua sarebbe penetrata anche tra i piani. Vassena ha riferito di sopralluoghi effettuati con Ats e di una relazione tecnica sottoscritta e trasmessa agli amministratori, precisando che «un eventuale ripristino richiederebbe oltre un milione di euro, ma senza risolvere le criticità legate ai materiali presenti nell’edificio, realizzato negli anni Settanta con struttura prefabbricata e pannelli di tamponamento contenenti appunto cemento-amianto, presentando criticità che - come già noto - rendono complessi anche manutenzioni apparentemente ordinarie».

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